Coronavirus

Vaccino agli over 80, sindacati critici sul sistema di prenotazione: “Così non va bene”

Per loro è indispensabile pensare ad un sistema di chiamata gestito a monte dall’Azienda sanitaria, in collaborazione con i medici di base: “Solo in questo modo si potrà dare priorità ai soggetti più fragili e in situazioni di criticità anche tra gli ultraottantenni”



TRENTO. Come previsto, l’adesione alla campagna di vaccinazione anti Covid è iniziata con un’adesione massiccia e, a poche ore dall’apertura delle prenotazioni on line, sono già un migliaio le prenotazioni.

Un numero che in termini di dosi va raddoppiato, stante la decisione delle autorità sanitarie di garantire fin da ora anche il richiamo a chi si è prenotato.

“L’avvio della campagna vaccinale anti Convid 19 – spiegano i sindacati – tra gli over 80 è una buona notizia perché finalmente si cominciano a mettere in sicurezza le persone più fragili e a rischio di gravi complicazioni in caso di contagio. Non comprendiamo, però, la ratio di un’organizzazione che scarica sull’anziano tutti gli adempimenti per prenotare gli appuntamenti e ricevere concretamente la vaccinazione”.

Cgil, Cisl e Uil proseguono così: “Dire che questa settimana ci saranno 2.500 posti e che i posti disponibili nelle prossime settimane saranno resi noti con l’apertura delle liste sulla base della disponibilità di dosi rischia di creare confusione, ma anche inefficienze che possono avere conseguenze pesanti tra le persone ammalate e grandi anziani. Crediamo al contrario che sia indispensabile pensare ad un sistema di chiamata gestito a monte dall’Azienda sanitaria, in collaborazione con i medici di base. Solo in questo modo si potrà dare priorità ai soggetti più fragili e in situazioni di criticità anche tra gli ultraottantenni”.

E chiudono. “Ci rendiamo conto che la fornitura vaccinale non dipende dalla Provincia di Trento, ma proprio per l’incertezza generale sui quantitativi che verranno forniti è opportuno che sia garantita una presa in carico dell’anziano, dall’appuntamento alla somministrazione delle due dosi necessarie a garantire l’immunità dal Coronavirus”.













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