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Zivignago, distillano la grappa: due intossicati

Ricoverati il nonno di 85 anni (è in rianimazione) e la nipote 24enne dopo l’intossicazione. Rilevato monossido di carbonio



PERGINE. Il nonno è ricoverato in rianimazione in prognosi riservata, la nipote è nel reparto di osservazione breve. Entrambi sono stati sottoposti ad un ciclo di cura nella camera iperbarica di Bolzano a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio che li ha «colti» mentre erano nel seminterrato di una casa di Zivignago di Pergine dove era impegnati nella distillazione di grappa. Un’operazione delicata e soprattutto vietata se viene compiuta in un ambiente domestico. Ma di questo aspetto se ne occuperanno i carabinieri.

Ora tutta l’attenzione è per le condizioni del nonno, Pio Dellai di Susà, personaggio molto conosciuto nel perginese. Lui ha 85 anni ed è stato trovato incosciente dai sanitari che lo hanno portato in codice rosso al pronto soccorso del Santa Chiara. Qui è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso ed è stato quindi trasferito a Bolzano, il centro regionale con la camera iperbarica. Le sue condizioni appaiono critiche tanto che i medici non sono ancora in grado di sciogliere la prognosi. Migliore il quadro clinico della nipote 24enne. Anche lei ha respirato del monossido e quindi è stata portata in camera iperbarica per essere poi trattenuta qualche ora in osservazione breve.

L’allarme è arrivato alla centrale operativa del soccorso poco prima delle 16 di ieri pomeriggio. Si chiedeva l’intervento dei sanitari perché c’era l’anziano incosciente e la ragazza stava male. In pochi minuti in via dei Molini, vicino all’oratorio di Zivignago, c’era quindi l’ambulanza, i vigili del fuoco di Pergine e i carabinieri della stazione di Baselga di Pinè. Mentre i sanitari si prendevano cura dei due feriti, sono iniziati gli accertamenti per cercare di capire cosa fosse successo, cosa avesse provocato il malore delle due persone. Dalla prima ricostruzione pare che nonno e nipote fossero in una sorta di seminterrato della casa di via dei Molini, intenti alla distillazione artigianale della grappa. Per fare questa operazione (che, lo ripetiamo, è vietata) si usa un bruciatore che, nel caso specifico, non avrebbe funzionato a dovere. I rilevatori dei vigili del fuoco, infatti, hanno testimoniato come nell’ambiente - chiuso- ci fosse una presenza importante di monossido di carbonio. E pare che sia stato questo e non solo i vapori dell’alcol a provocate il malessere nei due finiti all’ospedale.

Gli alambicchi sono stati quindi posti sotto sequestro dai carabinieri, che procedono per il reato di «lesioni colpose contro ignoti», in modo da stabilirne provenienza e caratteristiche di vendita. E per capire quindi se ci sia stato un malfunzionamento del «macchinario» all’origine dei malori. Verifiche che richiederanno qualche giorno. Ma ora tutta l’attenzione è per le condizioni di Pio Dellai nella speranza che dall’ospedale dove è ricoverato arrivi una buona notizia.













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