l'opera

Valsugana, entro fine anno il progetto per il tratto Castelnuovo-Grigno

I 10 chilometri più pericolosi, costo previsto 32 milioni di euro. Galvan: "Con l'adeguamento risparmiamo in tempi e costi". Voltolini: "Studio preliminare in primavera"

STRADE Statale della Valsugana, i Comuni scelgono l’adeguamento della tratta esistente


Ilaria Puccini


TRENTO. Era stato definito uno dei «cinque interventi strategici» per lo sviluppo del Trentino a inizio legislatura. Riuscirà la Giunta Fugatti, dopo anni di incontri e scontri con le amministrazioni locali, a presentare una proposta definitiva per l'adeguamento della Statale 47 della Valsugana tra Castelnuovo e Grigno entro la fine del suo mandato, così da lasciare come testimone alla prossima amministrazione una base concreta su cui lavorare?

L'ultimo incontro tra la Provincia e i sindaci dei comuni interessati (tra cui anche Scurelle, Ospedaletto e Castel Ivano) per attuare la scelta dell'adeguamento del tracciato già esistente, con nuovi svincoli per immettersi ed uscire dalla strada e l’allargamento delle corsie, risale a una settimana fa. Secondo gli addetti ai lavori, la Provincia è in trattativa con lo studio di progettazione per mettere a punto il documento preliminare delle operazioni da svolgere, che dovrebbe arrivare in primavera.

La questione di sicurezza stradale nel tratto a due corsie compreso tra Castelnuovo e Grigno, lungo una decina di chilometri, è decennale, e nel tempo sono state numerose le proposte presentate per cercare di diminuire code e incidenti provocati dall'alto volume di traffico unito a una carreggiata particolarmente stretta.

Nel 2019, la Provincia presentò le prime due ipotesi progettuali. La prima era un raddoppiamento, poi chiamato “2+2”, ossia la realizzazione di altre due corsie, con o senza viadotto, per separare il traffico di scorrimento da e per il Veneto e la circolazione locale. La seconda ipotesi era la realizzazione ex-novo di una variante a quattro corsie, dotata di sottopasso o sovrappasso. A queste due idee, si aggiunse, nel 2020, il progetto di affiancamento alla ferrovia della Valsugana.

Tuttavia nessuno di questi piani ha mai riscosso il pieno sostegno delle amministrazioni locali tanto che, quando la Provincia cercò di “forzare la mano” sul 2+2, incontrò la netta opposizione dei territori.

«Troppe le ricadute in termini ambientali e paesaggistici - spiega Enrico Galvan, sindaco di Borgo e Presidente della comunità Valsugana e Tesino - posto che in una valle stretta come la nostra, con pochi spazi a disposizione, qualsiasi scelta rischia di avere un certo impatto, sia il progetto a quattro corsie che il 2+2 erano troppo invasivi. In un caso si sarebbero scavate delle trincee in aree agricole, in un altro caso si sarebbe affiancato per vari chilometri un tratto con piloni sovraelevati alla ciclabile lungo il Brenta che collega i nostri comuni a Bassano, uno dei nostri principali asset turistici».

Così alla fine si è optato per la messa in sicurezza, sulla scia dei lavori di sistemazione e ampliamento effettuati a Ospedaletto per migliorare l'immissione e l'uscita dalla statale.

«Questo permetterà di risparmiare sia sui costi che sui tempi di realizzazione dell'opera, oltre che consentirci di lavorare su un tratto più ampio del progetto iniziale con un minor impatto sul territorio» conclude Galvan.

Che l'avvio e soprattutto la conclusione dei lavori siano un'urgenza, è opinione condivisa anche tra i cittadini: «Incidenti frontali, incroci a raso, attraversamenti per immettersi. Sono davvero troppi i rischi - aggiunge Claudio Voltolini, sindaco di Grigno - da quando abbiamo installato l'autovelox, siamo riusciti in gran parte a ridurre il tasso d'incidentalità provocato dal passaggio da quattro a due corsie, ma auspichiamo ulteriori interventi di messa in sicurezza in futuro».

Tra questi ci sono la possibile creazione di corridoi verdi per consentire l'attraversamento agli animali e l'installazione di nuove barriere fonoassorbenti in quanto «gli ultimi dispositivi di protezione dal rumore del traffico - afferma il sindaco - risalgono a 30 anni fa e sono ormai poco efficienti» .

Anche da Grigno, comunque, si chiede di prestare attenzione all'impatto di qualsiasi opera: «La nostra comunità è già divisa in due dalla strada, dalla ferrovia e dal fiume, cerchiamo di non aumentare questo divario» conclude il primo cittadino.

Il cronoprogramma è preciso. Lo scorso agosto, in un comunicato, la Provincia ha promesso la fine della progettazione e la messa al bando dei lavori da compiere entro fine anno: un obiettivo ambizioso per la cui realizzazione, concordano Galvan e Voltolini, i progettisti dovranno lavorare intensamente anche nei prossimi mesi.

 













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