Tutto il quartiere sotto choc: «Che dramma» 

La disperazione e l’incredulità dei vicini che hanno cercato di aiutare la mamma dopo l’incidente



TRENTO. In via Caio Valerio Mariano, a Piedicastello, ci sono condomini e casette. C’è un parco, bello e molto frequentato. Ci sono italiani, ci sono stranieri, ci sono bambini e ragazzi. Quando si è consumata la tragedia, con le ambulanze a soccorrere chi aveva perso quanto di più caro alberga in una famiglia, un figlio, tutto si è fermato. Donne e uomini, trentini e del Pakistan si sono avvicinati alle macchine dei soccorritori. Non per curiosità, no. Per essere utili. Loro, quegli uomini e quelle donne, in un dolore assordante e composto, si sono messi da subito vicino a chi restava. Gli altri quattro figli della donna, che aveva visto morire la sua piccola, avevano bisogno di aiuto. La comunità pakistana lo ha capito ed ha subito reagito. Così, presi per mano i piccini, le donne hanno atteso che tutto si compisse. I carabinieri, occhi lucenti, a lasciare quella casa, i sanitari a raccogliere il dolore di chi aveva appena perso un figlio. Anime dilaniate, corpi che crollano. La mamma, 36 anni e poi il padre, 46 anni, che vengono portati al Santa Chiara. I primi interventi nel parco. Tutto il quartiere stravolto dall’accaduto. Una tragedia così è difficile spiegarla. E’ difficile spiegarla anche ai bambini. Ieri sera, nel calore di quella comunità che li ha subito accolti e protetti loro, i fratelli della bimba volata in cielo, avevano occhi grandi e spalancati. Sapevano quello che era accaduto. Il dramma non è stato nascosto, poiché vissuto. Difficile però spiegare loro la tragedia. Sono bambini, piccoli. Una donna accarezzava i lori lucenti capelli e, ancora una volta, volgeva il capo. Davanti ai piccoli le lacrime vanno buttate. Si torna a casa. Si deve tornare. (f.q.)













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