Trovato morto in cantina al Tridente 

Ucciso da una probabile overdose. La vittima è Fabio Oberosler, 41 anni di Trento. La scoperta molte ore dopo il decesso



TRENTO. Lo hanno trovato in una cantina con la porta sfondata, la luce accesa, le braccia contorte dall’ultima sofferenza, neanche una finestra per guardare fuori un’ultima volta. Nessuno a cui chiedere aiuto, nessuno che lo potesse strappare all’abbraccio dell’eroina. È morto così Fabio Oberosler, 41 anni di Trento. L’ha trovato un vicino di casa dell’uomo che gli aveva prestato casa, in piazza del Tridente 24. L’ha trovato ieri intorno a mezzogiorno. Probabilmente Fabio era morto da molte ore, dalla sera prima. Da qualche giorno aveva perso le chiavi e non poteva rientrare nell’appartamento che gli era stato prestato. Così aveva iniziato a passare la notte in cantina. Pochi giorni fa aveva anche dato in escandescenze. Non potendo rientrare in casa, aveva iniziato a bussare alla porta di tutti i vicini per farsi aprire ed erano anche arrivati i carabinieri. Lui si era scusato con il suo sorriso largo e timido allo stesso tempo.

Poi era sparito. Lo ha ritrovato ieri verso mezzogiorno il vicino che era sceso in cantina per prendere delle cose. Racconta così la macabra scoperta : «Ero sceso in cantina e ci sono rimasto per un po’. Avevo già notato la luce accesa dalla sera prima, ma non ci avevo fatto troppo caso. Quella cantina ha la porta sfondata e non c’è niente. Poi, però, quando ho visto che c’era ancora la luce accesa mi sono affacciato e l’ho visto. Era inginocchiato a terra, con il volto verso la parete, piegato in avanti. Immobile. L’ho toccato a una spalla per chiedergli se avesse bisogno di qualcosa e ho capito. Ho subito chiamato la polizia». Sul posto è arrivata un’auto della squadra volante insieme a un’ambulanza e all’automedica. Il medico ha constatato la morte risalente a diverse ore prima.

Fabio era morto da solo in quel buco sottoterra, senza neanche una finestra, senza avere qualcuno che potesse aiutarlo. Stritolato dall’abbraccio dell’eroina che ha spento il suo sorriso. Quel sorriso che si vede benissimo dalle fotografie che ha pubblicato sul suo profilo Facebook. Un profilo che racconta frammenti di vita felice, lontana dall’abisso che poi se lo è portato via. Frammenti con sorrisi di bambini, donne e amici. Di persone che gli volevano bene e che ora piangono questa morte assurda e crudele. Era ospite di un amico che ora si trova in comunità, Fabio. Abitava a casa sua e cercava di andare avanti con il fardello che gli gravava sulle spalle come se fosse un macigno. Non ce l’ha fatta. La sua è una vita portata via da quel veleno chiamato droga, da quell’abisso che ancora troppe volte miete giovani vite.

No verrà fatta l’autopsia, le circostanze sono chiare. Ma si cercherà di capire dove e da chi quell’ultima dose letale è stata venduta. Per fare in modo che la morte di un uomo giovane, con una famiglia, non sia inutile. La polizia cercherà di risalire agli spacciatori e di verificare se non ci sia altra droga letale in giro per le strade della città.















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