Torna il caldo in quota Impiantisti in allarme

Le temperature destano grandi preoccupazioni per i prossimi giorni «Ma nel fine settimana ci aspettiamo un abbassamento importante»


di Luca Marognoli


TRENTO. Con l’arrivo di un fronte caldo sulle Alpi e il conseguente “sensibile aumento delle temperature” in quota, il rischio (leggasi incubo per gli operatori turistici) è che quest’anno il Natale invece che bianco sia... verde. Gli impiantisti, però, non si danno per vinti: poco prima del 25 - dicono- arriverà il regalo che attendono più di tutti: un abbassamento termico che permetterà di completare i caroselli.

Francesco Bosco, direttore delle Funivie Campiglio, ammette: «Le ultime tre notti non siamo riusciti a produrre neve. Nonostante questo - aggiunge - le zone di Grostè, Spinale e Pradalago (10 impianti aperti su 19) sono ben innevate e stiamo registrando una media di oltre 5 mila sciatori al giorno».

L'obiettivo è di coprire anche l'area dei 5 laghi, nel fine settimana, quando il meteo dovrebbe essere più favorevole. «Ieri mattina (martedì, ndr) sono scesi una decina di centimetri di neve, stamattina (ieri) i cannoni hanno lavorato per 5 ore, dalle 4 alle 9: contiamo quindi di poter produrre un po' di neve stanotte, anche se con temperature un po' al limite, di -4 e -3, per poi attendere un abbassamento il 20 e il 21 dicembre. In quei giorni prevediamo di innevare in maniera consistente, per poter completare il rientro verso il paese e il collegamento fra le piste. Attualmente si arriva in zona Fortini, dove c'è il congiungimento attraverso la seggiovia omonima con Pradalago e successivamente con le piste di Folgarida e Marilleva. Ma sci ai piedi non è ancora possibile raggiungere Campiglio: si scende con la telecabina Spinale».

Si lavora a tutta anche in Val di Fassa: «Stiamo facendo tutto il possibile», dice Francesco Zanna, direttore della Società incremento turistico Canazei. «L’ultima notte abbiamo attivato i cannoni, anche se la resa non è ottimale e di giorno è prevista una crescita delle temperature. Ma da sabato apriranno tutti gli impianti e da oggi (ieri, ndr) anche il Sellaronda. Al momento è chiusa solo la seggiovia Salei, al Col Rodella».

In Val di Fiemme, è in funzione l’80% degli impianti ed aperto il 60% delle piste. «Sembrerà strano ma stiamo ancora aspettando l'inverno», dice Flavio Delvai, che segue il marketing del consorzio Fiemme Obereggen. «È stato possibile innevare bene per quattro notti, con temperature da -4 a -7, necessarie per avere la migliore resa. Solo il fronte di Predazzo è chiuso ma dovrebbe aprire sabato, mentre Pampeago e Obereggen hanno il collegamento funzionante, con 20 chilometri di piste a disposizione; al Cermis è sciabile tutta la parte sopra i 2 mila (manca solo l’Olimpia); aperto anche il collegamento di Bellamonte. In una situazione deficitaria, dove tutti hanno fatto i miracoli, la gran parte dei clienti esteri è venuta, pur con un leggero calo».

Le speranze ora sono tutte riposte nel meteo: «Si soffrirà ancora per una settimana, con i prossimi due giorni di caldo, ma per Natale arriverà il freddo: dal 23 al 25 dovrebbe andare a meno 10 e bastano 2-3 notti per completare l'offerta sciistica. Ma noi aspettiamo sempre la neve dal buon Dio, anche per una questione di panorama: la montagna è bianca dai 2.800 in su».













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