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Ticket su sanità e cura: ospedali, scelte rinviate

Servizi pagati in base al reddito. Prepensionamenti anche all’Azienda sanitaria ma solo del personale amministrativo. Meno risorse per il reddito di garanzia



TRENTO. La spending review provinciale non risparmierà nessun settore, annuncia Ugo Rossi, anche se i tagli saranno meno pesanti negli ambiti ad alta ricaduta sulle famiglie: sanità, assistenza, e anche la scuola (di cui Rossi ha la competenza come assessore all’istruzione). «Dobbiamo anche qui recuperare risorse, senza dismettere quel livello di coesione sociale che abbiamo costruito e che è particolarmente importante in un periodo di crisi come questo», spiega il presidente della Provincia.

Anche nei settori ad alto impatto sociale «si può essere più selettivi», aggiunge, ed è qui che pronuncia la parola «ticket». Sanità e assistenza: è qui che l’ente pubblico chiederà una compartecipazione dei cittadini. «C’è chi può pagarsi certi servizi, e quindi ci saranno dei ticket commisurati alla condizione economico-patrimoniale delle persone», spiega Rossi.

Nell’ambito del confronto sul bilancio, al capitolo sanità ieri la giunta ha discusso anche di prepensionamenti nell’Azienda sanitaria. «Riguarderanno il personale amministrativo», chiarisce il presidente. Difficile, se non impossibile, estenderli al personale sanitario: con il blocco del turn over significherebbe perdere medici ed infermieri e impoverire l’offerta del sistema sanitario.

Parlare di sanità e bilancio significa anche parlare di riorganizzazione della rete ospedaliera: il piano dell’assessora Donata Borgonovo Re, con i tagli agli ospedali di valle (a partire dai punti nascita di Tione e Cavalese), è finito nel vortice della polemica. E il governatore giovedì ha «congelato» la discussione in giunta. Dopo la polemica rovente degli ultimi giorni, ieri mattina l’argomento non è stato nemmeno sfiorato, assicurano presidente e assessori. A domanda specifica, Rossi ha risposto così: «Il controllo dei costi implica alcune decisioni di obiettivo su cui ci stiamo concentrando. è evidente che dentro queste decisioni ci saranno anche alcune valutazioni di merito sulla riorganizzazione della rete ospedaliera». Nulla di più, ma appare evidente che se anche la sanità dovrà ridurre la spesa, i tagli da qualche parte dovranno essere fatti. Nella manovra 2014 gli stanziamenti per sanità e assistenza ammontavano a 1 miliardo 106 milioni di euro, in calo di oltre 17 milioni rispetto all’anno prima, un 1,6% compatibile - secondo la giunta - con il piano di miglioramento dell'Azienda sanitaria. Piano di miglioramento che prevede un risparmio di 46 milioni nel triennio.

Nel nuovo equilibrio da trovare tra la tenuta dei conti e la coesione sociale, la riorganizzazione - ha spiegato Rossi - toccherà anche l’assistenza. E qui il presidente ha citato un esempio: il reddito di garanzia, fiore all’occhiello del welfare trentino. «Vanno evitate sovrapposizioni - ha detto - e quindi ci potrà essere un travaso da uno strumento all’altro», in questo caso dal reddito di garanzia (13 milioni la spesa nel 2013 e nel 2014, 5 mila i beneficiari) al nuovo reddito di attivazione per i disoccupati, avviato sulla base della delega della Provincia in materia di ammortizzatori sociali e per il quale sono stati stanziati 28 milioni di euro.

(ch.be.)

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