gioco d’azzardo

Slot, in Trentino ogni anno speso più di un miliardo

Calano i volumi complessivi, ma la diffusione delle licenze è la stessa di Lombardia e Veneto. Ecco la mappa dei Comuni trentini per scoprire la situazione zona per zona (in collaborazione con Dataninja)

TRENTO. Cala il giro d’affari del gioco d’azzardo nella nostra regione, che si colloca in fondo alla classifica nazionale per numero di licenze ogni 10 mila abitanti. Siamo infatti a quota 9,8, meno della metà di regioni come Sardegna e Molise, che occupano i primi posti. Ma il dato è falsato dal crollo registrato in Alto Adige, dove il giro di vite antislot sta facendo registrare risultati importanti. La legge entrata in vigore nel 2013 ha infatti portato alla rimozione delle “macchine mangiasoldi” da tutti i bar distanti meno di 300 metri dai luoghi sensibili e dal primo gennaio le slot scompariranno anche dalle sale giochi presenti nello stesso raggio. Siamo di fronte a un vero e proprio caso nazionale: un modello di buone pratiche desinato a fare scuola.

Ma ecco la mappa dei comuni trentini in cui ci sono esercizi che ospitano slot machine, con i comuni "slot free" evidenziati in verde: si tratta di 56 piccoli comuni, per un totale di circa 31 mila abitanti (pari al 17 per cento circa della popolazione trentina)

Se infatti prendiamo in considerazione la provincia di Trento (che ha varato una legge analoga, ma solo nel luglio scorso e i cui effetti si vedranno fra 5 anni) si scopre che il numero di esercizi autorizzati è di 14,51, in linea con la Lombardia (14,48) e il Veneto (15,02). Non raggiunge il 5% (4,92), invece, la provincia di Bolzano, dove le licenze rimaste sono un terzo di quelle trentine.

I numeri, riferiti al 2014, emergono dal Libro blu dell’Agenzia dei Monopoli di Stato, che fornisce un quadro dettagliato del gioco d’azzardo nella Penisola.

Interessanti i risultati relativi ai Comuni, dove Trento occupa il primo posto per numero di esercizi autorizzati (177), ma si piazza al 79esimo se si considera il numero di abitanti per licenza (662). Non sono tra i primi posti neppure Mezzolombardo (45esima), Borgo (59esima), Rovereto (62esima) e gli altri centri più importanti della provincia.

Al primo posto, a sorpresa, c’è Andalo, ma dal Comune precisano che gli esercizi riportati dal Libro blu dell’Agenzia dei Monopoli sono nel frattempo scesi da sette a tre. Seguono Fiera di Primiero, Soraga e Campitello di Fassa, dove il numero di abitanti per licenza resta sotto quota 250.

Come era facile prevedere, dei 779 esercizi autorizzati in provincia di Trento, la gran parte si concentra nei bar (515), seguiti in graduatoria da tabaccherie (95) e sale giochi (63).

Come detto, in Trentino Alto Adige i volumi di gioco sono in flessione: si passa dal miliardo e 302 milioni del 2012 al miliardo e 176 milioni dell’anno scorso. Si conferma quindi il trend nazionale, che vede il dato scendere da 73,1 a 70 miliardi nella “rete fisica” e da 88,5 a 84,4 in quella totale, che comprende anche il gioco a distanza. Scorporando il dato regionale per tipologie di gioco, si scopre che la fetta più grande della torta è rappresentata da slot e Vlt (videolottery), con 897 milioni, davanti alle lotterie (144), al Lotto (59) e ai giochi a base sportiva (30). (l.m.)