Serra: «Apriamo al M5S in vista del 2020» 

Il capogruppo Pd è fiducioso: «Ritroviamo motivazioni e obiettivi. La sicurezza? Proponiamo una delega ad un consigliere»


di Sandra Mattei


TRENTO. Le critiche al rimpasto del sindaco Andreatta che ha ceduto due assessorati ai consiglieri di Futura, sacrificandone uno del Cantiere e uno del Pd, non si fermano. E mentre l’ex governatore Ugo Rossi ribadisce che l’alleanza di centrosinistra è morta e dal Cantiere arrivano bordate per avere umiliato il centro, il capogruppo del Pd in consiglio comunale Paolo Serra è fiducioso: «Bisogna ritrovare motivazioni ed argomenti per arrivare a dei risultati concreti in questo ultimo anno e mezzo di consiliatura. Dalla riunione di maggioranza ci aspettiamo di uscire con un’agenda e su quella concentrarci, superando incomprensioni e personalismi».

Nessuno ha risparmiato critiche al sindaco per il rimpasto, dal Patt al Cantiere, partiti nei quali sia Pattini che Ducati si sono dichiarati liberi di votare secondo coscienza. Ed anche il Pd non è stato da meno. Come si arriva a fine consiliatura?

Per quanto ci riguarda abbiamo espresso critiche perché siamo pur sempre il partito con 10 consiglieri e ci troviamo con due assessori, come Patt e Futura. Ma bisogna lasciare alle spalle le recriminazioni perché dobbiamo pensare alla fiducia che ci hanno dato i cittadini 4 anni fa ed a loro dobbiamo rispondere con risultati concreti.

Se si dovesse guardare al risultato delle lezioni del 2015, il Cantiere democratico avrebbe tutte le ragioni di sentirsi umiliato, visto che aveva il 12 per cento dei voti ed ora si ritrova con un’assessora, mentre Biasioli, che era anche vicesindaco, è tornato sui banchi da semplice consigliere.

Paolo Biasioli ha sempre dichiarato la sua lealtà e fiducia al sindaco, nonostante sia stato sacrificato. Capisco meno Massimo Ducati (capogruppo dimissionario del Cantiere, ndr.) che ha avuto la delega per la sfilata degli alpini e che, secondo tutti, ha lavorato bene. Ora il suo incarico è scaduto, ma siamo speranzosi che il suo ruolo sia costruttivo, non distruttivo. Anche i due assessori del Patt, Stanchina e Uez, sono collaborativi, così come il delegato al Monte Bondone Maestranzi, che sta facendo un ottimo lavoro. E non penso che Pattini, pur molto legato a Rossi, voglia far saltare la giunta. In ogni caso ora abbiamo i numeri, disponiamo di 25 voti, ma dobbiamo andare oltre i semplici calcoli matematici, per trovare motivazioni per andare avanti.

A proposito della delega del consigliere Ducati, ci sono altre ipotesi nell’aria?

Noi abbiamo proposto di istituire una delega sulla sicurezza, intesa come politiche integrate per far partecipare i cittadini. Pensiamo che la sicurezza non si ottenga solo con la repressione, ma con la prevenzione e con il coinvolgimento dei cittadini attraverso strumenti come “Shelly”, dove le forze dell’ordine mettono in rete indicazioni ai cittadini con un’app o con SensoRcivico, link dove segnalare problemi e situazioni a rischio.

A chi dovrebbe andare la delega alla sicurezza?

La proposta è nostra, ma non rivendichiamo per forza l’incarico. Ora guardiamo alla riunione di maggioranza ed agli obiettivi da darci, per costruire una maggioranza coesa.

Si stenta a capire come possiate ritrovare coesione, quando l’ex governatore Rossi sentenzia che il centrosinistra è finito e in vista del 2020 ognuno pensa ad un proprio candidato sindaco.

Che ci siano indicazioni da parte dei partiti per il futuro sindaco non è male. Vorrà dire che la coalizione farà le primarie e da lì uscirà il candidato. Mi auguro insomma che Rossi non si arrocchi al passato, ma accetti l’evoluzione delle cose. Penso poi che ci siano temi su cui trovare una convergenza anche con il M5S, che in Trentino è alternativo alla Lega.

Venendo alla prossima riunione di maggioranza, quali le vostre priorità?

C’è l’area ex Atesina che attende da anni la riqualificazione, ora sono stanziati 3 milioni e attendiamo l’acquisizione della Provincia per poter realizzare la piazza coperta, il parco, gli spazi per le associazioni. Un’altra partita da chiudere entro il 2020 è il progetto dell’ex Italcementi, per dare risposte all’Università che attende il trasferimento dell’area fieristica per costruire la mensa. Un disegno su cosa costruire c’è: il centro espositivo con una sala per grandi eventi, lo studentato, le residenze. L’Università è il fiore all’occhiello della città e si deve favorire il suo sviluppo. Va anche avviata la riqualificazione dell’ex santa Chiara, per dare spazi alle associazioni ed alla creatività giovanile. La piscina è l’altra scommessa che dobbiamo vincere: ora il progetto con le 10 corsie è sulla carta, senza dimenticare la partita della mobilità. Si tratta di trovare soluzioni semplici, come una corsia tra Trento e Lavis per una tratta veloce, sperimentandola magari in estate.

Insomma tutti gli attriti si superano?

Sono appena tornato dal Vietnam e da loro ho imparato la lezione: il passato è passato e bisogna guardare al futuro in modo positivo. E se ce l’hanno fatta loro...













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