Sci: se ne va il ct delle nazionali Ravetto, in polemica con il presidente Fisi

Il tecnico azzurro non ha accettato il ridimensionamento



BOLZANO. E' finita come doveva finire tra la Fisi e l'ormai ex Ct unico dello sci alpino Claudio Ravetto: il tecnico azzurro non ha accettato un rinnovo contrattuale che per lui equivaleva ad una retrocessione.

Il consiglio federale Fisi, infatti, gli aveva proposto di rinnovare il contratto solo per il settore maschile e non più anche per quello femminile che pure gli era stato affidato soltanto un anno fa. Un epilogo amaro anche per il presidente del Coni Gianni Petrucci: ''Ci sono rimasto molto male. E' una brutta notizia perché stiamo parlando di un tecnico vincente. Sono molto rattristato, perderlo fa male''.

Biellese, 50 anni sposato e padre di due figli, Ravetto ha passato in Fisi quasi trent'anni conquistandosi merito ed uno spazio maggiore. Ma tutto questo è servito a nulla visto lo scontro ormai aperto con il presidente federale Giovanni Morzenti, piemontese anche lui, che pure un anno fa lo aveva incoronato capo di tutto lo sci italiano.

Sul tappeto non c'è stato solo lo scontro tra due caratteri ma anche, quel che più conta, una diversa visione di come intendere il ruolo di Ct. Ravetto - una gran barba brizzolata ed un gran sorriso - non ha sopportato di venir tagliato fuori da scelte e momenti importanti legati alla sua responsabilità: dai contratti disdetti e fatti per i centri dei test atletici agli incontri con il Coni sulla programmazione in vista delle Olimpiadi di Sochi 2014.

In più anche qualche polemica, molto italiana, per allenatori rimasti privi delle tute destinate alla nazionale. Ravetto, amatissimo dagli atleti e dal folto gruppo di tecnici alle sue dipendenze, e' un tipo che ama parlar chiaro, dire pane al pane. Alla Fisi e al presidente Morzenti chiedeva chiarezza di scelte che evidentemente l'ex Ct non ha trovato.

Il tutto in una federazione che con Morzenti ha lavorato duramente per risanare i conti ma che si ritrova anche in qualche modo con il presidente 'azzoppato'. Morzenti, infatti è stato condannato a quattro anni e sei mesi per concussione, in una vicenda slegata dalla sua attività Fisi.

Ma è una condanna pesante - l'appello a Cuneo, ci sarà in estate - che è costata a Morzenti anche la sospensione dal consiglio dell'organismo internazionale dello sci, la Fis. ''Non era questione di settore maschile o femminile ma che qualcosa con la federazione si era rotto. Anche nell'incontro di oggi, mi e' stato ribadito che ho parlato troppo con i giornali ed il mio rapporto con la federazione non era stato positivo'' ha detto Ravetto, che ha aggiunto: ''A questo punto era mio diritto dire di no non volendo piu' lavorare con questa federazione''.

Come guida unica dello sci azzurro Ravetto ha avuto un inizio di stagione di Coppa del Mondo non esaltante ma ai mondiali di Gap 2011 ha registrato un trionfo esaltante per l'Italia con ben sei medaglie, seconda nazione al mondo dopo la solita Austria. Proprio a Gap 2011 lo scontro tra Ravetto e Morzenti si è fatto più duro, con quest'ultimo che non aveva nascosto la chiara volontà di ridimensionare il ruolo del tecnico.

A nulla sono valsi così, visto il risultato finale, i tentativi di mediazione dei vertici Coni. A Ravetto, in sostanza, è stato rimproverato dalla Fisi, di parlare troppo chiaro, anche con i giornali. Ma soprattutto di aver voluto che la responsabilità tecnica sia piena e non dimezzata rispetto alla politica federale. Un problema antico in ogni sport.













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