Santa Maria ora è «sorvegliata speciale» 

Dal lunedì al venerdì nella basilica i volontari si alternano ai carabinieri in congedo per presidiare da furti e vandalismi


di Claudio Libera


TRENTO. Volontari e carabinieri in congedo. A turni di due, cinque giorni alla settimana. È la nuova quotidianità della basilica «sorvegliata», nella piazza che è diventata - suo malgrado - uno dei simboli della «questione sicurezza» in città e della protesta contro il degrado urbano.

In piazza Santa Maria Maggiore la splendida chiesa di marmo rosa, da poco ristrutturata, è di nuovo aperta, dopo lo choc della chiusura decisa dal parroco a fine ottobre come reazione ai furti. Fa sicuramente effetto osservare la basilica minore – elevata a questo onore nel 1973 da papa Paolo VI – di Santa Maria Maggiore, e notare tanto di cartelli degli orari d’apertura, appesi alle porte, come un hard discount. E fa ancora più effetto notare che la domenica la chiusura riguarda l’intero pomeriggio, dalle campane del mezzogiorno.

E questo in seguito agli atti di vandalismo che si sono ripetuti a più riprese nei mesi scorsi e che hanno costretto il parroco, don Andrea Decarli, alla drastica decisione, ovvero la chiusura del portone ad ovest e della portina a sud della basilica, negli orari in cui non si celebrano le funzioni. Da martedì, in basilica, dalle 14.30 alle 17.30, vigilano due angeli custodi ogni pomeriggio, sabato e domenica esclusi.

Sono i volontari che si alternano, a settimane, con i carabinieri in congedo che hanno garantito il servizio di volontariato attivo nella seconda e quarta domenica del mese. Le altre due sono state assegnate ai volontari che con un tam tam vocale, hanno raggiunto amici e conoscenti e che ora, a turni di due, sono tutti per 5 giorni la settimana in basilica.

Per la prima settimana del mese ci sono Marco Angeli e Mauro Merler, due volti conosciuti in città ma soprattutto intenzionati a far rispettare il luogo di culto. In questa parte centralissima di città che a volte sembra diventata terra di nessuno se non desolata landa periferica. E fa male al cuore mentre fervono i lavori di smontaggio del Villaggio di Babbo Natale.

Marco Angeli, classe 1941, già caporeparto Scout Tn4 Santa Maria, allora Asci, poi Agesci – quello che ha guidato assieme ad Alberto Degasperi, una spedizione in bicicletta di giovani scout da Trento fino in Turchia, cinquant’anni fa, dormendo sotto le stelle o ospiti delle genti dell’ex Jugoslavia, Grecia e Turchia, incontrando Papa Athenàgoras II e lo stesso Paolo VI– e poi titolare dell’agenzia viaggi Globetrotter. Una persona di fiducia, che visse l’epoca d’oro di Santa Maria Maggiore e del suo oratorio, che era il fulcro della vita associativa della città. In estate vi partivano le colonie, in ogni stagione dell’anno ci si giocava a calcio o a qualunque altro gioco fosse possibile praticare nel campo in terra battuta e durante la stagione scolastica, o si pattinava e poi si seguiva la dottrina prima di andare al cinema o a vedere la televisione, nella comune grande sala al primo piano. Dove ora c’è lo studentato.

Con lui, Mauro Merler, anche lui del 1941, anche lui da giovane scout ma con “i laici” della Gei Giovani Escursionisti Italiani, che avevano la sede nella torre civica, salendo la scaletta di via Garibaldi – sotto, strano ma vero, il negozio di colori del Riolfatti - poi alpino, compreso l’ultimo servizio a soccorrere le popolazioni colpite dal disastro immane del Vajont nel 1963. «Bancario, anche se avrei voluto essere banchiere ma non è andata!», scherza.

Garantiscono il primo turno ma non aprono la basilica; alle 14.30 arriva il sacrestano, Marco Toniolatti, apre lui e poi alle 17.30 provvede a serrare le porte.

Molta la gente che entra in basilica, anzi moltissima, inaspettatamente. Nell’ora in cui siamo stati seduti in fondo alla navata, nell’ultimo banco, abbiamo contato oltre cinquanta persone, per la maggior parte turisti, che, cartina alla mano, si aggiravano educatamente ammirando il presepe e le tele degli altari in penombra.

«La basilica si trova sulle guide – dicono Marco e Mauro – e molti da fuori città ne conoscono la storia. Tanti sanno che qui si svolse la maggior parte delle sedute del Concilio di Trento, tranne quelle comuni e le firme degli atti, che ebbero luogo in Duomo». A ricordare quel lunghissimo Concilio, vicino all’altare maggiore, la copia del famoso quadro, attribuito al Tintoretto e conservato al Museo Diocesano Tridentino.

«Non avremmo mai pensato di dover effettuare la guardia alla basilica – dicono all’unisono – ma appena se ne è presentata la necessità abbiamo dato la nostra approvazione e disponibilità. Siamo solo all’inizio, quindi dobbiamo ancora prendere le misure. A giorni dovrebbero fornirci un bracciale, anche per dare un senso visivo alla nostra presenza. I carabinieri in congedo effettuano il servizio in divisa e questo garantisce ulteriormente sulla costante presenza discreta ma ferma nelle ore pomeridiane».

Per il momento l’orario di apertura della basilica di Santa Maria Maggiore è dalle 8 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30 dal lunedì al venerdì, nei fine settimana dalle 8 alle 12, mentre le messe si celebrano dal lunedì al sabato alle 9 mentre la domenica alle 9 e alle 11.















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