Rossi, appello agli alleati «Solo l’unità ci salva» 

Il governatore dopo l’ingresso di Viola: «Sì a nuovi nomi dentro valori condivisi» Panizza: «Perdiamo a sinistra, bisogna recuperare al centro». «I civici? Decidano»


di Chiara Bert


TRENTO. Dopo una settimana di polemiche interne alla maggioranza sul passaggio di Walter Viola al Patt e l’endorsement (per molti imbarazzante) di Mario Malossini, il governatore Ugo Rossi ieri nell’incontro con i segretari della coalizione (presenti Italo Gilmozzi per il Pd, Tiziano Mellarini per l’Upt, Panizza del Patt, Giuseppe Detomas della Ual, Marco Boato per i Verdi e Pietracci dei Socialisti) ha indossato i panni del pompiere lanciando un richiamo all’unità sui valori del centrosinistra autonomista. Un documento di tre pagine, quello consegnato ieri dal presidente, con l’obiettivo di disinnescare le critiche che Pd e Upt avevano mosso al Patt e allo stesso Rossi arrivando a parlare di «modifica del dna della coalizione».

Nella sua analisi, Ugo Rossi ha provato a sgomberare il campo dalle accuse di voler snaturare il centrosinistra autonomista. Un progetto - scrive il governatore - che si fonda su due pilastri: una «specialità vissuta non in modo chiuso ma come parte di dinamiche nazionali, europee e globali» e la consapevolezza di essere «alternativi a chi agita le paure delle persone, alimenta o minimizza i rigurgiti violenti della xenofobia, cavalca il populismo». Rossi allontana da sè l’ombra di un Patt blockfrei: «La coalizione - insiste - si fonda su valori comuni che prescindono dalla stagione politica contingente». Ma allo stesso tempo rivendica la piena legittimità dell’ennesima “campagna acquisti” del Patt tanto indigesta agli alleati: «Dentro questo modello di coalizione c’è spazio anche per uno sforzo di apertura verso persone che sulla base di questi valori condivisi vogliono impegnarsi con noi». Anche perché - ha scandito il segretario del Patt Franco Panizza - «alle politiche “Liberi e Uguali” ci porterà via voti a sinistra, a maggior ragione bisogna recuperare al centro, ecco il senso di allargare a Viola e alla sua area». «Nei collegi si vince se si prende un voto in più», gli ha fatto eco il segretario Psi Alessandro Pietracci.

E dunque, incalza Rossi, «partendo dai valori condivisi è tempo di essere consapevoli che è solo la compattezza che ci salva», «il ruolo del centrosinistra autonomista può essere percepito da tutti solo se noi per primi avvertiamo il dovere di comunicare tutti, insieme e singolarmente, il valore positivo di questa esperienza». Il presidente bacchetta gli alleati: «È un lavoro duro perché implica concentrarsi su ciò che ci unisce», più prudenza nei giudizi e nei distinguo - chiede Rossi - piuttosto serve più impegno di presenza sul territorio tra le persone. «Abbiamo davanti importanti impegni elettorali», conclude il documento.

Il vertice di ieri è filato via senza polemiche, anzi - ricostruiscono i presenti - in un clima costruttivo. Soddisfatto il segretario Pd Italo Gilmozzi, scappato presto dall’incontro per andare al coordinamento del suo partito: «Rossi ha confermato di essere convintamente nel centrosinistra». Sul tavolo anche il tema dei rapporti con i sindaci civici, che non più tardi di due giorni fa hanno annunciato la loro discesa in campo nel 2018 in modo autonomo, nominando Mattia Gottardi (ex An) come proprio coordinatore. «Nessuno ha capito dove si posizionano», chiosa Panizza, «decidano dove vogliono stare, la nostra coalizione c’è e non si snatura». Venerdì nuovo vertice dei segretari, in attesa che da Roma arrivi qualche certezza in più sulla coalizione, a sinistra (lista di Verdi, radicali, socialisti) e al centro (con Dellai tra i registi).













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