sanità

Nel 2016 il record di prelievi di organi

Il Trentino ai vertici delle classifiche nazionali anche per le poche opposizioni. Effettuato ieri il primo intervento del 2017


di Andrea Selva


TRENTO. La generosità dei trentini, un’organizzazione sanitaria efficiente (ma anche il fatto che il Trentino è una provincia che richiama ogni anno milioni di persone) sono gli ingredienti alla base del successo sul fronte delle donazioni di organo: nel 2016 la provincia di Trento è stata la seconda realtà italiana (dopo la Toscana) per numero di prelievi rapportati alla popolazione. Ma per comprendere bene questo dato bisogna anche tenerne in considerazione un altro: il Trentino ha registrato il minor numero di opposizioni alla donazione, secondo una tendenza registrata anche negli anni scorsi.

Le uniche due opposizioni registrate nel 2016 da parte di familiari che non hanno dato il via libera all’espianto degli organi dai propri cari, provenivano da famiglie che non erano residenti in Trentino. E proprio ieri è stato effettuato in Trentino il primo prelievo multi organo del 2017, dal corpo di una donna anziana che ha perso la vita per una banale caduta. In questo caso - non avendo la donna familiari stretti a cui chiedere l’autorizzazione - l’azienda sanitaria ha proceduto secondo il principio del silenzio assenso, in accordo comunque con altri parenti della donna che erano d’accordo con la scelta. L’età della donna (over 70) non deve stupire: gli anziani sono infatti il gruppo più rappresentato nella categoria, sempre più numerosa dei donatori.

Il record del 2016. I 19 prelievi multiorgano effettuati in Trentino l’anno scorso sono il record per la nostra provincia. In realtà i donatori potenziali erano 22, ma uno di loro non è risultato idoneo nel corso degli accertamenti clinici successivi all’autorizzazione (si tratta di test severissimi sulla salute del donatore) e in altri due casi c’è stata l’opposizione da parte dei familiari del potenziale donatore. Questo numero si inserisce in una tendenza in crescita, dovuta alla maggior sensibilità dei cittadini e alla sempre crescente professionalità ed efficienza dei servizi sanitari, ma è chiaro che dipende anche dalla disponibilità effettiva di donatori. I dati vanno comunque letti con una certa prudenza, poiché - visti i numeri limitati - una differenza di poche unità ha un grande effetto sui dati percentuali.

Il confronto tra Regioni. Sia per numero di donatori (naturalmente in rapporto alla popolazione) sia per la bassa percentuale di opposizioni il Trentino è ai vertici delle classifiche nazionali, al di sopra dei livelli già alti delle altre regioni italiane del nord Italia. Il paese - come è evidente dalle mappe che riportiamo in questa pagina - è spaccato in due: con dati molto diversi tra il settentrione e il meridione italiani.

Due situazioni eccezionali. Nel corso del 2016 il centro coordinamento trapianti dell’azienda sanitaria si è trovato a far fronte a due situazioni eccezionali: il doppio prelievo effettuato lo scorso novembre, quando in poche ore numerosi medici si sono trovati a fronteggiare la disponibilità contemporanea di due pazienti; e il prelievo di organi da un tredicenne (i prelievi da minori sono molto rari) che ha dato speranza ad altri pazienti sul territorio nazionale. Il giovanissimo donatore - come hanno riportato le cronache della primavera scorsa - era morto in seguito a un incidente stradale durante il rientro a casa, in Germania, assieme alla sua famiglia.

La lista d’attesa. Mentre nel 2016 sono stati 26 i pazienti trentini che hanno beneficiato di un organo (10 trapianti di fegato, 12 trapianti di rene e 4 trapianti di cuore) ci sono 45 pazienti (la situazione è aggiornata al 31 dicembre) in lista nella speranza di un trapianto: 28 sono in attesa di un rene, 13 di un fegato, 2 di un cuore e 3 di un polmone). Ma - come spiega l’azienda sanitaria - prelievi e donazioni vengono gestiti in un ambito più ampio rispetto alle singole province e regioni. Nel caso dei donatori più giovani il territorio di riferimento è l’Italia intera.

Intanto entro il 2017 in tutti i comuni sarà possibile - al momento di rinnovare la carta d’identità - esprimere il proprio consenso (oppure il diniego) all’eventuale donazione di organi o tessuti.













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