Mele, l’esportazione cresce del 20%

Stime positive per la produzione del consorzio Melinda. Apprensione per la valutazione dei danni della grandine di aprile


di Sergio Branz


CLES. Le stime per i danni delle gelate che si sono verificate nelle giornate del 7-8 aprile scorso nei frutteti della Valle di Non saranno disponibili solo verso il 20 luglio. «Per quella data - riferisce Alessandro Dalpiaz di Apot - i tecnici assunti da AssoMela avranno terminato le visite nei frutteti dell’Alto Adige e del Trentino e saranno in grado di fornire i dati reali delle produzione riferita ala prossimo autunno. Saranno dati certi che noi trasmetteremo a Tolosa in Francia dove il 3 agosto si terrà l’incontro di Prognos Fruit che consentirà di conoscere la quantità di mele prodotte nei singoli paesi dell’Europa e del mondo. Capire oggi l’entità del mancato raccolto riferito alle gelate è praticamente impossibile, in Valle di Non come nel resto del Trentino e dell’Alto Adige l’evento meteorologico si è verificato a macchia di leopardo e quindi solo la visita, seppur a campione, dei tecnici ci potrà fornire una reale consistenza dei danni che sono in alcuni appezzamenti evidenti, mentre in altri sono di difficile stima». Anche il presidente di Melinda Michele Odorizzi è dello stesso orientamento. «Ogni frutticoltore ha già stimato il proprio mancato raccolto, ma la somma dei danni diventa difficile da quantificare. Le zone maggiormente interessate sono quelle dove la fioritura era anticipata. Le aree frutticole sopra i 650 metri non hanno risentito del gelo e si presentano con una produzione abbondante. Certamente ci sarà un calo di produzione rispetto all’annata record dello scorso anno che in Trentino si è attestata a 504.500 tonnellate di mele. Una produzione, che, grazie alla crescita dell’esportazione, entro agosto sarà tutta collocata sul mercato e pertanto la nuova campagna di vendite a settembre-ottobre potrà iniziare senza alcun a giacenza di prodotto nelle celle frigo delle coop di Melinda. Abbiamo esportato in 40 paesi con un incremento che potrebbe attestarsi con un +20% e che ci consentirà di considerare l’annata positiva nonostante la super produzione anche dal punto di vista remunerativo. I frutticoltori in questo periodo effettuano il dirado manuale, importante per ottenere una produzione qualitativamente elevata, con buone pezzature e una bassa incidenza di prodotto da destinare all’industria. La stagione è ancora lunga e le condizioni climatiche come sempre saranno l’elemento fondamentale per dare alle Valli del Noce una produzione di grande qualità».

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