Le storie dal carcere vanno sul palco 

Domani al Liceo Rosmini lo spettacolo di Amedeo Savoia per sensibilizzare su pena e rieducazione



TRENTO. “La persona è diversa dal suo reato”. Su questa convinzione è costruito lo spettacolo “Dalla Viva Voce. Storie dal Carcere”, che va in scena domani alle 20.30 nell’aula magna del Liceo Rosmini di Trento con replica per le scuole giovedì alle 10.45.

Amedeo Savoia, insegnante che da anni lavora anche in carcere ha raccolto in questo recital alcuni frammenti di storie personali scritte da detenuti della Casa Circondariale di Trento e li ha affiancati ad articoli di cronaca nera, ai relativi commenti dei lettori on line e a riflessioni sulle carceri di personalità del passato, risalendo fino a Cesare Beccaria.

Il confronto fra le emozioni e le riflessioni che queste voci suscitano vuole condurre lo spettatore a una più consapevole considerazione della funzione rieducativa che la Costituzione attribuisce alla sanzione penale. Accompagna al pianoforte il compositore rivano Nicola Straffelini, che ha curato le musiche, selezionando passi da opere, fra gli altri, di Dallapiccola, Berg, Bartók, Kurtág e Marzocchi oltre che alle proprie. Mauro Savoia ha curato grafica e multimedia e Domenico Tavernini gli oggetti di scena.

Lo spettacolo è l’evento conclusivo del progetto omonimo, che nel 2017 ha proposto attività di sensibilizzazione sul carcere alla cittadinanza e alle scuole: 15 classi delle scuole superiori hanno ascoltato le narrazioni dei detenuti nel carcere Due Palazzi di Padova; alcuni ex detenuti, invece, hanno partecipato a un laboratorio di scrittura autobiografica e in seguito hanno proposto la loro testimonianza in eventi pubblici e scolastici. Il progetto intende dare il proprio contributo a una migliore interazione fra la cittadinanza e l’ambiente carcerario. La qualità dei percorsi rieducativi (e dunque una maggiore sicurezza di tutti) e la tutela dei diritti in un carcere dipende in buona misura dal coinvolgimento del territorio in cui è collocato: in termini di conoscenza, formazione, assistenza, opportunità di lavoro, ma anche crescita umana e civile. Il progetto è promosso dal Gioco degli Specchi e dall’associazione Dalla Viva Voce (nata recentemente con lo scopo di favorire il resinserimento nella società di persone che hanno avuto esperienze di carcere, promossa da persone che in carcere hanno lavorato, e da ex detenuti), in collaborazione con l’Associazione di musica contemporanea Quadrivium, ed è stato finanziato della Fondazione Cassa Rurale di Trento.













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