La Sat: «Non è la Translagorai la minaccia di quei monti»
Facchini difende il trekking: «Il problema non sono 20 persone in più sui sentieri, ma terremo alta l’attenzione». E Ancona: «Apericena? Accuse senza senso»
TRENTO. «Non sarà la Translagorai a mettere in pericolo l’integrità e la wilderness dell’area e non saranno le 20 persone in più che potenzialmente cammineranno sui sentieri e sosteranno nei posti tappa a creare problemi». Lo hanno detto ieri i vertici della Sat, nel corso di una conferenza stampa convocata dalla presidente Anna Facchini, con il vice Roberto Bertoldi, Carlo Ancona, Claudio Colpo, Giorgio Tamanini e Tarcisio Deflorian.
La posizione della Sat in realtà era nota da tempo, riassunta in un dossier di una quarantina di pagine firmato da Deflorian e dall’ex presidente Claudio Bassetti. Mentre le polemiche dei contestatori infuriavano sui social network, la Sat si è presa alcuni giorni di riflessione (compresa una giornata trascorsa a Malga Lagorai) e poi ha ribadito le proprie posizioni: «Abbiamo detto tanti “no” nella storia della nostra associazione, abbiamo detto molti “no” anche per tutelare il Lagorai ma sulla “Translagorai” non abbiamo cambiato rotta e ribadiamo la nostra proposta su un progetto a cui ci hanno chiesto di partecipare e a cui crediamo». E poi una precisazione per tutti gli appassionati di Lagorai: «Non abbiamo firmato una cambiale in bianco e saremo presenti al tavolo di lavoro per seguire la realizzazione del progetto secondo lo spirito di sobrietà e sostenibilità che abbiamo indicato» ha detto Facchini.
In un lungo documento la Sat ha replicato ai dubbi sulla ristrutturazione delle strutture interessate dal progetto. Due - si legge - sono a lato della strada del Manghen, due sono raggiunte da strade aperte al transito e già effettuano servizio ristorazione, una verrà dotata solo di pannelli fotovoltaici e l’ultima è destinata a restare un bivacco. Per quanto riguarda Malga Lagorai (l’intervento su cui si concentrano le polemiche) nel documento si chiarisce che il rapporto tra posti letto (20) e i posti tavola (40) sono calcolati secondo i criteri utilizzati per la Sat nei suoi rifugi. E comunque ci sarà spazio di intervento nell’iter di progettazione che non è ancora partito. Mentre parte il progetto del trekking la Sat manterrà alta l’attenzione sugli autentici rischi del Lagorai: l’aumento dei biker, il traffico del Manghen, l’eventuale espansione dell’area sciabile del Cermis.
La Sat è stata usata dai “poteri forti” come accusano alcuni ambientalisti? «No, crediamo in questo progetto» ha detto Bertoldi. E il giudice Carlo Ancona è stato secco nei confronti dei toni assunti dalla protesta: «Si può discutere di tutto, ma quando ti dicono “che la terra è piatta” il confronto non ha più senso. Chi parla di “apericena” non è stato in quel posto, chi solo ipotizza che sarà rifatta la strada d’accesso non ha visto la splendida strada selciata di accesso a Malga Lagorai che va assolutamente mantenuta».