La Provincia cerca lavoratori in affitto

Appalto dell'Agenzia del lavoro per un «Centro» che presti funzionari. Costo: 1,8 milioni


Robert Tosin


TRENTO. L'Agenzia del lavoro esternalizza. Ha infatti indetto una gara d'appalto per avvalersi dei servizi di un inedito Centro risorse, vale a dire una società che gestisca alcune delle funzioni assegnate all'Agenzia stessa come la formazione, le interviste ai lavoratori e i servizi orientativi. L'obiettivo: far fronte alle scarse risorse con un aiuto esterno altamente qualificato. Lo strumento è nuovo in Trentino, ma non nel resto d'Italia dove è già stato applicato soprattutto in questo settore. Da un certo punto di vista si tratta di una riorganizzazione di quelle che sono, già oggi, le esigenze di consulenze esterne per svolgere determinate funzioni. Dall'altra però ci sono non poche perplessità su una metodologia simile all'"affitto di lavoratori": per non avere in casa precari (che poi magari potrebbero rivendicare diritti) si prendono dall'esterno lasciando ad un'altra società la "grana" di gestirli. E poi c'è sempre il dubbio della qualità: quanto un servizio è garantito se non è diretta emanazione dell'ufficio pubblico? La dirigente Antonella Chiusole non ha alcun dubbio: «Il bando è stato costruito molto attentamente da questo punto di vista ed è ovvio che la qualità è garantita. Non si tratta di un depauperamento né tantomeno dell'esternalizzazione del "core business" dell'Agenzia. Semplicemente il Centro risorse realizza quei compiti che in buona parte già adesso sono affidati a consulenti esterni. Basti pensare alla formazione. Rubare lavoro all'Agenzia? Macché, quella sarà una società esterna con propri lavoratori e propri uffici. E poi qui stiamo assumendo: sette dei vincitori dell'ultimo concorso lavoreranno da noi». Il motivo sta nella drastica riduzione di risorse disponibili e nelle accresciute competenze dell'Agenzia. Il blocco delle assunzioni pubbliche e il contenimento delle spese discrezionali hanno così convinto l'Agenzia del lavoro (per il tramite dell'Agenzia dei servizi che è la società provinciale che segue gli appalti) a mettere in fila una serie di servizi da affidare ad un unico soggetto, che sarà selezionato su precise basi inserite nel capitolato d'appalto. La qualità, giurano i tecnici provinciali, è garantita innanzitutto dal fatto che l'aggiudicazione non avverrà per il massimo ribasso, ma per l'offerta più vantaggiosa. E poi nell'assegnazione del punteggio la qualità dell'offerta ha un valore decisamente più alto dell'aspetto economico. Si richiedono, inoltre, un numero minimo di addetti e qualifiche ben precise. Il costo ipotizzato come base d'asta è di 1,8 milioni di euro. Cosa dovrà fare il Centro risorse? Parecchio a giudicare dal capitolato. Dovrà assicurare il supporto informativo (attraverso internet e altri sistemi), aggiornare gli operatori di orientamento con ruoli di supervisione, erogare servizi di orientamento al lavoro, operare a sostegno di deboli e svantaggiati, svolgere direttamente attività di orientamento formativo, fornire supporto organizzativo e tecnico e supportare la gestione di attività formative. L'iniziativa ha messo in movimento le realtà trentine in qualche modo legate a servizi del genere. Non essendoci sul territorio una società già pronta per svolgere queste funzioni e probabile che ci saranno dei tentativi di creare associazioni temporanee di impresa, magari tra soggetti già impegnati nella formazione, ma anche l'università si è fatta avanti per offrire il proprio supporto d'alto livello, confortato non solo dalla struttura ma anche dalle professionalità che l'ateneo può mettere in campo. Si vocifera anche di un interessamento dei sindacati, anche loro in effetti esperti del settore e con strutture già pronte a sopportare un'organizzazione complessa come può essere questa richiesta. Tra scadenze e verifiche burocratiche è probabile che il Centro risorse cominci a lavorare prima della fine dell'anno.

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