La Comunità chiama ma lo sport non risponde

Convocate ad un incontro 92 società dei 18 Comuni: presenti solo 23 dirigenti L’idea di proporre un questionario si trasforma nelle richieste personali dei club


di Roberto Gerola


PERGINE. Comunità di valle alla ricerca di spazi dove agire. L’altra sera, nell’aula delle assemblee di Pergine, riunione dei rappresentanti delle associazioni sportive e degli assessori allo sport dei 18 comuni: in totale 146 inviti. Le presenze: 28 persone, e tra queste 5 assessori. Alla Comunità risultano sul territorio 92 associazioni sportive. Aula semivuota dunque, con il presidente Mauro Dallapiccola nel doppio ruolo visto che è anche presidente di una società sportiva pinetana (a proposito della spinosa vicenda di “incompatibilità” di Walter Zanei a Pergine). Con Dallapiccola anche l’assessore (allo sport) Walter Moser, il presidente del Coni del Trentino Giorgio Torgler e il suo staff (vicepresidente, sportello sport, scuola sport).

In apertura dei lavori, Dallapiccola ha illustrato l’iniziativa: ricchezza del volontariato, importanza della base normale e non solo agonismo esasperato, necessaria mappatura degli impianti e loro utilizzo per pianificare gli interventi, albo delle società per accedere ai contributi, marchio Family, risorse poche, qualcosa abbiamo fatto, importanza del gioco di squadra. Il tutto attraverso un questionario che ciascuna società compilerà (se vorrà) che costituirà una forma di dialogo tra Comunità e società, ma poi anche fare rete, sentirsi parte della comunità, abolire i campanilismi. Tante buone intenzioni insomma per trovare qualcosa da fare, affiancate dalla proposta del progetto “1001 piazzali” per far tornare i bambini ai giochi di un tempo. Progetto questo illustrato da Monica Morandini e Adriano Delleva. A questo proposito c‘è stato chi (tra i dirigenti sportivi) ha chiesto dove fossero stati individuati i “piazzali” a Pergine, E’ stato spiegato che si trattava di una sorta di metafora per individuare luoghi dove far giocare i bambini per un percorso di “alfabetizzazione motoria”.

Il “dramma” è iniziato quando la parola è passata ai dirigenti sportivi. L’occasione prospettata dalla Comunità è apparsa ottima per contestare (anche la Comunità stessa), per chiedere soldi, attrezzature, spazi e ogni altra cosa. Ognuno per sé. Da Civezzano (Moto Club), la duplice richiesta: spazi per i mini piloti (necessari 3.000 metri quadrati) e soprattutto contributi da gestire come si vuole; dall'Alta Valsugana Volley dure contestazioni: «Questa iniziativa è un doppione, è solo burocrazia, quante volte abbiamo fornito i nostri dati (Comune, Provincia, Coni, Istat)» e «le visite mediche sportive sono un caos». Poi sono emerse anche molte perplessità sulla capacità di gestire la cosa da parte della Comunità che riuscirà a concretizzare ben poco: «Pietà - ha detto un dirigente - lasciateci lavorare». Stile Libero Valsugana ha chiesto una piscina per la pallanuoto. Da Caldonazzo (Dragon Boat) invece un punto di riferimento sul lago per le 15 società. Giorgio Torgler ha replicato sulla visite mediche, ma ha provocato altre contestazioni. Dallapiccola ha lanciato qualche idea: assicurazioni comuni, sinergie, attrezzature, rapporti. Ma poi si è arreso: «Penso di essermi messo in un casino», ha detto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Scuola & Ricerca

In primo piano