L’Upt è con Mellarini  La notte più nera di Lorenzo Dellai 

Oggi l’ex presidente dirà se accetta di correre in Valsugana Pronto Gilmozzi, fuori Fravezzi. Conzatti lascia e va verso Fi

di Gianpaolo Tessari

TRENTO. Questa mattina Lorenzo Dellai ha promesso di dare al suo partito, all’Upt, quella risposta che non può più essere posticipata: l’onorevole ed ex presidente della Provincia dirà insomma se accetta o meno di correre nel collegio uninominale della Valsugana. In serata ci sarà poi il coordinamento che ratificherà la scelta. Ci potrebbe stare sia la clamorosa rinuncia a partecipare al voto del 4 marzo che la decisione di presentarsi in quello che, comunque la si voglia girare, è il collegio nei pronostici più ostico per il centrosinistra. Ieri sera gli addetti ai lavori, parafrasando il lavoro dei bookmaker, fissavano una percentuale del 50 e 50, il classico fifty-fifty, per quantificare la possibilità che Dellai accetti la corsa in Valsugana.

Di certo per l’uomo politico quella trascorsa è stata una delle notti più nere. Al partito ieri pomeriggio si è tenuta la sua audizione in commissione elettorale, come se fosse un debuttante qualsiasi. Chi gli è vicino confessa che alla fine Dellai palesasse una grande amarezza. Ma tutta la giornata di ieri è stata strana, tanto strana per l’Upt. Non proprio come un fulmine a ciel sereno ma, con una coincidenza temporale che fa pensare, ieri ha mandato la propria lettera di dimissioni l’ex segretaria del partito, Donatella Conzatti. Nel contempo il tam tam della politica faceva rimbalzare la notizia che Conzatti avrebbe trovato l’accordo con Forza Italia per correre al Senato, e con addosso la nuova casacca azzurra. E lo scenario, financo anche troppo audace, potrebbe spingersi a mettere in scena un duello tra il segretario Tiziano Mellarini e Conzatti.

Insomma la partita per la definizione delle candidature si intreccia strettamente con le spaccature, mai in realtà sanate, legate al congresso dell’Upt. Vittorio Fravezzi era, ed è, strettamente legato a Dellai. Ma la sua esclusione dall’imminente corsa verso le urne è pressochè certa, con o senza il suo mentore. Se Dellai dovesse non presentarsi in Valsugana sarà l’assessore Mauro Gilmozzi a cimentarsi in quel collegio che comprende anche la valle di Fiemme. Il partito insomma sembra saldamente nelle mani del segretario potente ma non abbastanza, certo, per decidere il destino di Lorenzo Dellai a questo punto chiuso nelle mosse tattiche di un non granitico Pd e nei dissapori del suo partito.

Rimane la variabile di un suo presentarsi solo sulla quota proporzionale, lasciando perdere il collegio ma dall’Upt trapela una certa freddezza nei confronti di questa possibilità. Tradotto: pochi sarebbero disposti a fare campagna per Lista Civica se davvero Lorenzo Dellai non corresse sull’uninominale. C’è anche chi si spinge ad ipotizzare che l’uomo politico scelga di starsene di lato, pensando ad un ritorno in Provincia ad ottobre. Ma è la notte che porta consiglio.