Ivanhoe, boutique di lusso nata negli anni delle lotte
In Galleria Tirrena 50 anni fa apriva il negozio dedicato all’eleganza maschile con Franco Ragno e Diego Vanzo. E fuori si sfilava con eskimo e e cappottoni
TRENTO. Ce ne volle coraggio! Oggi, cinquanta anni fa, ovvero il 4 ottobre, apriva in Galleria Tirrena la seconda boutique per uomo della città. Parlando di centro storico, in verità, era la prima. All'epoca una boutique non poteva essere emblema più controcorrente al clima studentesco del '68. Quasi una provocazione se non una pernacchia: la borghesia più ricca che si veste e si “esibisce” con abiti tanto eleganti quanto costosi in contrasto con quegli eskimo, le gonne e i cappotti lunghi fino ai piedi con tutto l'armamentario giovanile caratteristico di quel tempo. E, ad abundandum, la boutique aperta è a un tiro di schioppo da Sociologia. La apre un certo Franco Ragno che, ancorché un dandy riconosciuto, letteralmente si inventa commerciante della moda. Figurarsi! Era concessionario per la provincia delle macchine del caffè Gaggia. Apre la sua boutique (Ivanhoe) avvalendosi di un aiutante ventenne (Diego Vanzo, poco dopo suo socio, giovane commesso “rubato” ai banconi Coin). Ce ne volle coraggio! Si pensi che erano tempi in cui con il miliardo e mezzo di lire, regalo dello Stato italiano a Trento per il 50esimo dell’annessione all'Italia, gli opinionisti più celebrati della città si scazzottavano a parole e sui quotidiani su due fronti quasi opposti: utilizzare quei soldi per costruire l'Auditorium o cancellare la “vergogna” delle Androne. Eppure ...
Altro esempio di clima dell'epoca: la politica di palazzo Thun abbatte anche fisicamente due simboli della vecchia Trento: la palazzina Liberty del cinema Italia in piazza Pellico e a 200 metri l’albergo Bristol. Eppure...
Ce ne volle coraggio! Si pensi che i complessi musicali più in voga (“I Britanni”, “I Monelli”, “I Filosofi”, “I Luremal”, “I Dollari”) strimpellavano ora qui e ora là con grande successo vestendo casual che più casual non si può anche se, alla fine, erano tutte “divise”. Eppure ...
Ce ne volle coraggio! Il clima era tanto “rivoluzionario” che un mese e due giorni dopo il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat diventa bersaglio della protesta antiborghese con tafferugli in via Manci con due ragazze che si buttano sotto l'auto presidenziale. Eppure ...
Ce ne volle coraggio! Quando i quotidiani pubblicano i redditi di alcuni “ricconi” della città, questi ultimi non sono per nulla tranquilli: Ito Del Favero, Quirino Mazzalai, Bruno Gentilini, i fratelli Rangoni, Francesco Laverda ed altri si vedono ben poco in città per un aperitivo od altro. Eppure ...
Ce ne volle coraggio! Il clima è estremamente popolano quasi proletario. Due mesi prima, tanto per dire, don Torta, il parroco di Cristo lascia la parrocchia di Cristo Re tra gli applausi e i ringraziamenti dei residenti per quello che ha sempre fatto in favore del rione, ma anche tra i “fischi” e le contumelie contro chi ha deciso che deve andare alla parrocchia di Albiano. Eppure...
Eppure Franco Ragno e Diego Vanzo vedono lontano perché, nonostante il clima politico-sociale, si impongono nella fascia alta dei fruitori locali di moda. Anzi, arrivano clienti facoltosi anche da fuori provincia. A questo proposito poco importa l'episodio fortunatamente più comico che “tragico” di quella volta che un corteo di studenti sta passando in Galleria Tirrena mentre nel negozio sostano signore impellicciate e sfavillanti di gioielli. Sono come miele per gli orsi. Risuona il classico «E ora e ora potere a chi lavora» dopo cui, prima che i titolari riescano a chiudere a chiave il negozio, c'è un assalto dimostrativo con furto proletario, si fa per dire, delle prime cose che trovano in vetrina. Le gran signore, nel frattempo, si sono riparate nello stanzino. E tutto finisce lì.
Il resto è storia di questi cinquanta anni in cui il primato trentino di eleganza, molti anni dopo anche per i vestiti su misura che vengono confezionati da sarti fuori provincia, è saldamente in mano a questa boutique. In sintesi e cronologicamente: Franco Ragno e Diego Vanzo conoscono un certo Giorgio Armani di cui nell'ambiente – siamo nei primi anni Settanta - si dice un gran bene diventandone detentori dei capi. Morto 60enne Franco Ragno, il socio e dopo qualche anno unico titolare Vanzo potenzia l'offerta arrivando ad essere ospite nei piani più alti della moda ospite come, della famiglia di Ottavio Missoni. Insomma, dopo cinquant'anni, diversamente da molti altri negozi di città che hanno chiuso, questa boutique continua a veleggiare senza problemi.