Insieme, Verdi e Psi in campo con il Pd 

Lucia Coppola, candidata al Senato: «Argine contro le destre». L’ex sindaco di Bronzolo, socialista, capolista alla Camera



TRENTO. Una lista di ispirazione ulivista, nata cercando di tenere in piedi quello che era stato il tentativo di Giuliano Pisapia, poi naufragato, di creare un’alleanza a sinistra con il Partito democratico. Verdi e Socialisti trentini, con l’area civica dei prodiani che a livello nazionale fa riferimento all’ex ministro Giulio Santagata, alle politiche 2018 saranno in campo con la lista «Insieme» (miteinender-ensema nella declinazione tedesca e ladina) in coalizione con Pd, Svp-Patt, Civica Popolare e +Europa.

Una scelta che cinque anni dopo le ultime politiche torna a spaccare i Verdi a livello regionale, dal momento che i Grüne altoatesini corrono con Liberi e Uguali di Grasso. In Trentino il volto più noto di «Insieme» è Lucia Coppola, da sempre impegnata prima nella scuola e nel sindacato, poi in politica con Rifondazione Comunista e con i Verdi, oggi presidente del consiglio comunale di Trento e co-portavoce dei Verdi trentini. Verdi e Socialisti hanno spinto nella coalizione perché fosse candidata su un collegio uninominale, dando così spazio a questa area della coalizione, ma il tentativo non è passato e il centrosinistra autonomista le ha preferito una candidata della società civile, l’avvocata e consigliera di parità Eleonora Stenico. Così Coppola è stata candidata sul proporzionale al Senato, non senza molti mal di pancia nella lista, un’insoddisfazione ribadita anche pochi giorni fa da Marco Boato in occasione della presentazione pubblica dei candidati della coalizione al Muse.

La soglia del 3% necessaria per entrare in parlamento, stando ai sondaggi, appare molto lontana. Con l’1% i voti andranno comunque in dote alla coalizione, una dote di cui il Pd in grave crisi di consenso ha estremo bisogno per non finire relegato dietro centrodestra e Movimento 5 Stelle.

«Ma non chiamateci lista satellite - protesta Coppola - parliamo di partiti con storie antiche. I sondaggi ci davano allo 0,9% ma siamo in risalita e anche l’1,5% è qualcosa che servirà alla coalizione. La nostra sarà una campagna elettorale di servizio, mi auguro che questo serva al Pd per una riflessione pro futuro, tante persone si sono perse per strada». E tuttavia, secondo Coppola, la scelta di campo non poteva che essere il centrosinistra: «Non tutto quello che hanno fatto i governi a guida Pd ci è piaciuto, penso al referendum sulle trivelle, ma solo qui le nostre istanze possono trovare casa e spostare l’asse, sulla lotta al riscaldamento globale, la sostenibilità, la convivenza interetnica nel rispetto delle minoranze linguistiche e dei nuovi cittadini immigrati, nel solco di Alexander Langer. Stiamo nel centrosinistra perché siamo alternativi ad ogni forma di populismo e di sovranismo».

La frattura con i Verdi altoatesini? «Dispiace, è doloroso. Una situazione ribaltata rispetto a cinque anni fa quando noi eravamo con Ingroia e loro con la Svp. Ma ci siamo confrontati nel massimo rispetto e ci ritroveremo dopo le elezioni, siamo tutti parte dei Verdi europei».

A guidare il listino proporzionale bloccato (senza preferenze) alla Camera è l’ex sindaco di Bronzolo, oggi consigliere comunale, Alessandro Bertinazzo, 59 anni, geometra, segretario dei Socialisti altoatesini. Segue - nel principio dell’alternanza uomo-donna della legge elettorale - Renza Bollettin Barbagli, 58 anni, in quota Verdi, assessora alla cultura del Comune di Riva del Garda. Dietro di lei Paolo De Uffici, il candidato più giovane tra tutti quelli in corsa con i suoi 25 anni da poco compiuti, studente universitario, roveretano, co-portavoce dei Verdi della città della quercia. Chiude la lista un nome dei socialisti trentini, Ilda Sangalli Riedmiller, 67 anni, già funzionaria Inps, oggi nella direzione nazionale del Psi come responsabile del Terzo Settore.

Cinque i punti del programma: la difesa e lo sviluppo dell’autonomia speciale, nel quadro di una valorizzazione e implementazione di tutto il sistema autonomistico sul piano nazionale; sostegno alla giustizia sociale, ai diritti civili e ai problemi del lavoro e della ricerca, dell’università e della scuola; lo sviluppo sostenibile sul piano ecologico, sociale ed economico, che tenga insieme i valori dell’ambiente, della salute e del lavoro; l’impegno europeista per gli Stati Uniti d’Europa; il valore della convivenza interetnica, a difesa di tutte le minoranze, sia quelle “storiche”, sia quelle rappresentate dai “nuovi cittadini” e dai migranti.

Alessandro Pietracci, segretario del Psi trentino, spiega che la scelta di stare nella coalizione con il Pd renziano «è l’unica risposta valida, una scelta ben ponderata, coerente con la nostra linea portata avanti in questi anni di collaborazione con il Partito democratico e dentro il centrosinistra nazionale e locale». «Siamo convinti di riuscire a convincere gli elettori che questo resta l’unico baluardo contro populismi e avventurismi. Non sottovalutiamo il danno della spaccatura che si è consumata a sinistra con LeU. Come lista abbiamo il compito di lavorare per riannodare i fili perché questa divisione fa il gioco della destra e dei 5 Stelle».













Scuola & Ricerca

In primo piano