Il sindaco vieta l’accattonaggio in città 

Giro di vite con la modifica al regolamento di polizia urbana: divieto esteso quasi ovunque. E multe fino a 162 euro

di Gianpaolo Tessari

TRENTO. Giro di vite sull’accattonaggio. Il Comune si prepara a rendere off limits la richiesta di elemosina praticamente ovunque in città ed amplia la natura del divieto: sarà perseguito tutto l’accattonaggio, non più solo quello “molesto”. La punizione per chi sgarra? Una multa, come già c’era prima, per la verità. I critici non nascondono però i propri dubbi sulla fattibilità di fare pagare una sanzione amministrativa (da 27 a 162 euro) a chi chiede l’elemosina.

Il dispositivo che prevede la modifica del regolamento di polizia urbana, proposto dal sindaco Alessandro Andreatta, ha avuto l’ok l’altra sera dalla commissione dei capigruppo. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere: «Il tempismo con cui il sindaco ha fatto coincidere la discussione della norma che sta tanto a cuore alle destre di minoranza e di maggioranza con la discussione sull’assestamento bilancio, con evidente “captatio benevolentiae”, rende ancora più palese la disumanizzazione della politica, ormai avvezza solo a racimolare consensi per la prossima imminente conta di voti» tuona Antonia Romano, consigliera comunale Altra Trento a sinistra e componente del coordinamento nazionale di Potere al popolo.

«Serviva invece più coraggio e la voglia di fare qualche cosa di concreto. La modifica del regolamento è inutile se si pensa di limitarsi a sanzionare chi viola le norme, senza allontanarli» osserva Andrea Maschio, capogruppo dei Cinquestelle.

L’accattonaggio in città è in mano ad un paio di organizzazioni/famiglie che, da anni, si sono spartite in modo capillare panifici, tabacchini e bar. Non sono insomma, se non in rarissimi casi, mendicanti di passaggio. Non hanno alcuno scrupolo nel piazzarsi anche al di fuori dei luoghi di culto. Sono spesso imparentati tra di loro e sono elemosinanti, anche se pare brutto da dire, di “professione”: si può definire “molestia”stare piantati fuori dalla porta di un pane e latte dalle 7.30 alle 11.30? Il tema è un altro, visto che il nuovo regolamento vieta ora questo genere di attività, al di fuori dagli esercizi pubblici, anche se non dovesse sussistere il termine “molesto”.

Nella modifica si era proposto di inserire anche il divieto di chiedere l’elemosina utilizzando animali non in buone condizioni o cuccioli troppo giovani, ma su questo si è preferito soprassedere: perché - fanno notare in Comune - si dovrebbe ogni volta fare intervenire un veterinario.

Comunque, l’articolo 85 bis del regolamento di polizia urbana, introduce una serie di divieti. Ovvero è «1)vietato l’accattonaggio molesto» ma è anche «2)sempre vietato chiedere l’elemosina nei luoghi e con le modalità di seguito indicate: a) in prossimità di uffici pubblici, di ogni ordine di scuola, di ospedali, di case di cura, di residenze per anziani. b) in prossimità di luoghi di culto o destinati alla memoria dei defunti. c) agli accessi e all’interno dei parcheggi. e) nelle aree di fronte a pubblici esercizi, negozi, fiere e mercati. f) alle intersezioni stradali con o senza semafori».

Insomma il divieto di chiedere l’elemosina è esteso a pressoché ogni situazione in città. Il regolamento dovrà ora essere ratificato dall’aula. Farlo rispettare sarà tutta un’altra faccenda.