Il sindaco di Borgo: "Presi in giro per 30 anni"

Fabio Dalledonne è sconcertato: "E ora di chi dobbiamo fidarci?"



BORGO. «Se è vero significa che ci hanno preso in giro per trent’anni, che ci hanno condannato a morte». Il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne non usa mezze misure: «Ci siamo sempre fidati dell’Appa, ma ora a chi dobbiamo rivolgerci?». Il comitato Barbieri Sleali festeggia il sequestro delle acciaierie e rilancia la richiesta di referendum per la riconversione: «Ma non possiamo sederci sugli allori, nel 1989 arrivò il dissequestro».
 Dagli operai che escono dallo stabilimento solo poche parole: «Non sappiamo nulla, sembra che la produzione vada avanti. Ultimamente stiamo lavorando a ciclo ridotto, non c’è tanto rottame, ne portano il minimo indispensabile. Ma qui nessuno ci dice niente». Mario Carraro, delegato delle Rsu, la vede così: «Se inquina si chiude, ma allora si doveva fare un anno fa. È da dicembre che la Forestale sta indagando, se veramente la fabbrica inquina allora faccio causa io a loro per avermi fatto lavorare un anno lì dentro». Poi aggiunge: «Per noi ogni giorno è uno stress andare a lavorare, siamo visti come mostri. Ma sono fiero di lavorare qui, da vent’anni mi dà da vivere».
 Il sindaco Dalledonne è arrabbiato e preoccupato quando apprende la notizia: «E’ un fatto di gravità inaudita. Se è vero che hanno falsificato le analisi ci hanno condannato a morte! Quante persone sono morte o stanno morendo per questo? Se le emissioni sono oltre i limiti, cosa è venuto fuori da quei camini negli anni ’70-80, quando tutti questi controlli non c’erano? Temo che le ricadute sulla salute le avremmo da ora in poi». Il sindaco ammette che con il nuovo impianto fumi la situazione è più controllata. E pensa ai dipendenti: «Non c’è solo la chiusura, c’è anche la riconversione industriale. Questa è un’area di interesse provinciale, quindi dico a Trento girate gli occhi verso la Valsugana e venite a darci una mano. Ci vogliono risorse che noi non abbiamo». Dalledonne spiega che sul suo tavolo non è giunto ancora niente: «Un silenzio assordante. Ho ricevuto solo la chiamata di sostegno da parte dell’assessore Rossi». Ad aumentare il suo sgomento, il fatto che quattro dipendenti dell’Appa sono indagati: «Per noi l’Appa è un’istituzione, ci siamo sempre fidati. Ma ora il sistema vacilla. A chi dobbiamo rivolgerci per controllare?».
 Chi festeggia è il Comitato Barbieri Sleali: «Ma ora arriva la parte più tosta - annuncia la presidente Rosa Finotto - c’è il sequestro ma non possiamo sederci sugli allori perché nel 1989 arrivò il dissequestro». Il comitato rilancia la richiesta di referendum per la riconversione dell’acciaieria e ha incontrato il gruppo di minoranza Civitas di Borgo: «Abbiamo raccolto 600 firme













Scuola & Ricerca

In primo piano