Il mondo dell'arte trentina piangela scomparsa di Bruno Passamani

Si è spento a Brescia, all’età di 80 anni, Bruno Passamani, illustre storico dell’arte originario di Tenna (nella foto). Diresse il Castello del Buonconsiglio, dove non solo coordinò importanti interventi di tutela, ma organizzò anche grandi mostre



TRENTO. Si è spento ieri a Brescia, all’età di 80 anni, Bruno Passamani, illustre storico dell’arte originario di Tenna. Laureato nel 1956 con il professor Lionello Venturi all’Università della “Sapienza” di Roma, dopo alcuni anni trascorsi ad insegnare materie letterarie nei licei di Riva, Rovereto e Bolzano, nel 1964 vinse il concorso come Ispettore nei Musei Civici di Brescia. Nel 1976, dopo aver superato il concorso per ispettore generale del Settore Beni culturali della Provincia di Trento, diresse il Castello del Buonconsiglio, dove non solo coordinò importanti interventi di tutela, ma organizzò anche grandi mostre, come “Restauri e nuove acquisizioni” e quella dedicata a “Fausto Melotti”. Nel 1978 vinse il concorso di direttore dei Musei civici di arte e storia a Brescia. Dal 1992 al 1998 fu presidente del comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio e con lui furono allestite mostre di grande successo: a partire da gli “Ori delle Alpi”. Oltre trecento le sue pubblicazioni, dedicate soprattutto ai grandi maestri rinascimentali bresciani, Romanino, Savoldo, ma Passamani fu autore anche di numerose monografie di artisti trentini. L’anno scorso Passamani è stato insignito dell’Aquila di San Venceslao.
Così lo ricorda il presidente del consiglio regionale, Marco Depaoli: «La sua scomparsa lascia un vuoto significativo, colmato solo in parte dalla sua straordinaria opera di ricerca e valorizzazione dei tesori custoditi tra le nostre montagne, che anche grazie a lui oggi sono fruibili dall’intera comunità».
Rende omaggio allo storico dell’arte, anche l’assessore alla cultura Franco Panizza, descrivendolo come «un appassionato studioso, profondo conoscitore ed amante della cultura che ha dato un contributo determinante alla valorizzazione del patrimonio artistico locale e nazionale».
Ulisse Marzatico ne ricorda la grande preparazione: «A buon diritto si iscrive tra i cultori della storia dell’arte trentini. Ho letto moltissimo di lui: è sempre stato serio, scientifico». Marzatico parla di una scuola trentina che conta nomi illustri del passato e del presente: «Ricordo Nicolò Rasmo: fu un semidio, come dire un Federico Zeri locale. Oggi citerei Ezio Chini, che lavora in Provincia, e Andrea Bacchi, che opera a livello internazionale: ha organizzato una mostra del Bernini a New York. Oltre a Pancheri e Ferrari». La conoscenza tra Marzatico e Passamani risale a 60 anni fa: «A vent’anni, facevamo parte di un gruppetto che tirava tardi parlando di arte, letteratura e poesia, molto di estetica. Con noi c’erano Elio Fox e Mario Malloggi, che è diventato un guru della pubblicità».
I funerali si terranno oggi alle 10.30 a Brescia.













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