Il cappellano se ne va e per sostituirlo arrivano tre suore

Da settembre animeranno l’attività dei giovani dell’oratorio Una di loro insegnerà religione nelle scuole perginesi


di Roberto Gerola


PERGINE. Il cappellano don Giorgio Cavagna se ne va per assumere la parrocchia in Val di Gresta e arrivano tre suore e un diacono alla vigilia di diventare sacerdote. Questo tra settembre e ottobre. Una novità per Pergine: tre suore salesiane “Figlie di Maria Ausiliatrice” di Padova (con sede nazionale a Roma) che sulle tracce di Don Bosco si occuperanno dei giovani all’oratorio e alla “Providenza”. L’annuncio è recentissimo e rientra nell’ambito dell’annuale movimentazione di sacerdoti e religiosi a livello trentino.

La carenza di sacerdoti ha dato l’opportunità alle suore di ritornare a Pergine. Negli anni scorsi, le “Ancelle della Carità” erano all’orfanotrofio, alla scuola per l’infanzia, al manicomio, alla casa di riposo. Una alla volta avevano abbandonato queste attività. Ora ritornano per impegnarsi “tra i giovani” seguendo appunto gli insegnamenti del santo torinese che tanta parte ebbe nell’educazione dei giovani.

«È di questi giorni - diceva ieri il parroco don Remo Vanzetta - l’ufficialità della presenza delle tre suore a Pergine dai primi di settembre. Abbiamo ricevuto prima l’autorizzazione da parte della madre generale a Roma e poi della responsabile della “Ispettoria” di Padova. Saranno tra noi fra un paio di mesi. Per il momento soggiorneranno nella canonica di Susà e in prospettiva risiederanno nella “Providenza” quando saranno conclusi i lavori. Alle spalle hanno 140 anni di attività».

La presenza tra i giovani di queste suore salesiane non è nuova nel Trentino. Fino a pochi anni fa erano presenti a Vigo di Fassa, Ziano di Fiemme e Taio. Adesso sono solo a Ziano come maestre d’asilo.

«Sono giovani e, per così dire, specializzate nella pastorale giovanile - aggiunge don Remo - e particolarmente preparate in seguito a specifici corsi di formazione. Tra l’altro, una loro, per il momento, sarà anche insegnante di religione nelle scuole».

Finora era appunto don Giorgio ad occuparsi dell’oratorio con le attività connesse, supportato da “Noi Oratori”, da numerosi volontari e volontarie che hanno assicurato una consistente attività oratoriana. Un’attività per altro molto apprezzata dalla comunità proprio per le molteplici offerte non solo di intrattenimento nello storico edificio, ma anche all’esterno con le escursioni, le trasferte, le colonie e in genere con il Grest che da anni attira l’interesse delle famiglie. E don Remo non ha mai mancato di rimarcare la necessità di potenziare l’attività oratoriana. Tra volontari e suore, si spera di raggiungere questo obiettivo.

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