valsugana

Ha un arsenale in casa: arrestato

Operazione anti bracconaggio dei forestali: in casa l'uomo (è ai domiciliari) aveva pistole e fucili "irregolari"  o non denunciati



TELVE. Aveva un vero e proprio arsenale in casa il cacciatore di Telve che è stato arrestato (è ai domiciliari) al termine di un'operazione anti bracconaggio della stazione forestale di Borgo Valsugana e guardiacaccia. L'operazione ha preso le mosse nella località “Prati di Calamento”, nel comune di Telve, dove gli agenti forestali hanno notato un veicolo  dal quale partivano fasci luminosi emessi per ispezionare i prati circostanti, notoriamente frequentati da ungulati, in particolare da cervi.

Il conducente, rivelatosi un cacciatore della riserva di Telve, è stato raggiunto e fermato. La perquisizione dell’auto che ne è seguita ha portato al rinvenimento di una pistola Beretta calibro 9x21 non legalmente utilizzabile per l’esercizio della caccia. La perquisizione domiciliare ha portato alla scoperta di un vero e proprio arsenale.

Sequestrate oltre ad armi regolarmente detenute, molte altre “irregolari” tra cui un’altra Beretta, calibro 7,65 non denunciata, con matricola abrasa e con canna filettata artigianalmente per avvitarvi un silenziatore; 3 fucili non denunciati (uno dei quali modificato per munirlo di silenziatore) e 2 silenziatori di fabbricazione artigianale.

Sono state inoltre rinvenute cartucce calibro 9x19 Parabellum, considerate munizione da guerra. Infine è stato trovato un esemplare imbalsamato di poiana, specie particolarmente protetta, privo di documentazione che ne attestasse l’origine.

Le violazioni alla normativa sulle armi prevedono l’arresto obbligatorio in flagranza e quindi si è proceduto in tal senso: il magistrato ha optato in particolare per gli arresti domiciliari. Ulteriori accertamenti sono stati condotti nell’abitazione del fratello della persona arrestata, riscontrando anche in questo caso diverse violazioni alla normativa in materia di detenzione e uso di armi, nonchè la detenzione illegale di un paio di lucherini.

I capi di imputazione sono molteplici e vanno dalla cancellazione, contraffazione o alterazione della matricola di armi comuni da sparo, alla detenzione di armi clandestine, sino alla detenzione illegale di munizione da guerra e all’alterazione delle caratteristiche di armi aumentandone le potenzialità di offesa, ovvero, rendendone più agevole l’uso e l’occultamento; sono stati contestati inoltre l’esercizio di caccia con mezzi vietati (fonti luminose e pistola) e la detenzione di fauna selvatica particolarmente protetta.













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