Fitofarmaci, in Val di Sole la prevenzione si fa con le api 

Biomonitoraggio. Attraverso l’esame del polline sono state analizzate le concentrazioni di agrofarmaci e metalli pesanti lungo l’asse del Noce. Le zone più colpite a Mostizzolo e Caldes, nulla a Vermiglio e in Val de la Mare a Pejo


Sergio Zanella


Val di sole. Mai come negli ultimi tempi il ruolo dell’ape nel sistema vitale dell’uomo è stato tanto messo sotto la lente di ingrandimento. Sempre più spesso si sente parlare del fondamentale ruolo che questo insetto gioca per il benessere dell’uomo, ma, allo stesso tempo, è ormai risaputo come il mondo dell’apicoltura sia in pericolo.

Studio svolto in due stagioni

Per ricapitolare lo stato della situazione, e capire il quadro naturalistico all’interno del quale operano gli apicoltori solandri, l’Associazione Apicoltori della Val di Sole, Peio e Rabbi, con il coordinamento tecnico-scientifico della Libera Università di Bolzano e in particolare del professor Sergio Angeli, ha svolto negli scorsi mesi un progetto di biomonitoraggio degli agrofarmaci e dei metalli pesanti in valle, utilizzando il polline raccolto dalle api in 22 apiari stanziali messi a disposizione dagli apicoltori membri dell’associazione. Le api sono state utilizzate come dei bioindicatori naturali: grazie all’osservazione e allo studio del polline raccolto è stato possibile determinare e quantificare per la prima volta la concentrazione di residui di circa 550 agrofarmaci lungo l’asse del Noce. A livello pratico sono stati previsti due periodi di osservazione: il primo è stato realizzato in primavera, circa 10 giorni dopo la fioritura del melo, per rilevare la presenza, la concentrazione e la dispersione delle molecole di agrofarmaci derivanti dalle attività agricole del fondovalle; il secondo in estate, per rilevare come le molecole degli agrofarmaci e dei metalli pesanti si disperdano nel tempo e quale sia l’impatto di potenziali residui in tutto il territorio.

I risultati degli esami

Il coordinamento tecnico-scientifico, come detto, è stato svolto da Sergio Angeli, docente di entomologia e apidologia all’Università di Bolzano, mentre le prove sperimentali sono state realizzate da Erica Rizzi, studentessa in Scienze Agrarie e Agro-ambientali. Dalle loro analisi è emerso un quadro piuttosto interessante: 66 sono infatti i residui di fitofarmaci riscontrati in valle, di cui 13 insetticidi, 50 fungicidi e 3 erbicidi.

Le aree maggiormente colpite

La zona più colpita è quella di Mostizzolo e Caldes (specialmente nel periodo di maggio, mentre a luglio tutte le aree della Val di Sole non presentano situazioni problematiche), con la presenza dei fitofarmaci che diventa più rarefatta man mano che si risale la vallata fino ad arrivare allo zero assoluto delle postazioni di Vermiglio e della Val de la Mare a Pejo. Interessante anche la concentrazione dei metalli pesanti, con rame e cadmio che sono presenti ovunque con normali concentrazioni, mentre a preoccupare è il piombo, che nella zona di Pellizzano ed Ossana raggiunge picchi alti.

Servono studi approfonditi

Essendo il primo progetto di questo tipo, i risultati ottenuti possono esprimere un’analisi indicativa della situazione in valle, ma necessitano comunque di studi integrati più approfonditi sulle singole molecole e su singole zone. «Credo sia importante che, dopo anni, si sia effettuato uno studio di simile portata – ha spiegato Angeli -. Il quadro che emerge è né roseo né preoccupante: non bisogna quindi disperare ma c’è la convinzione che si possa fare meglio, soprattutto nell’uso dei diserbanti, che non dovrebbero essere utilizzati sui fiori, o sull’uso di alcuni prodotti ritirati da tempo dal mercato ma che in rarissimi casi risultano ancora in utilizzo. Abbiamo comunque dei dati scientifici a disposizione di tutti che permetteranno ai portatori di interesse di mettere in atto strategie mirate a ridurre l’impatto degli agrofarmaci».

Il dibattito

Al termine della presentazione in sala si è aperto il dibattito, con portavoce di ambientalisti, comitati, agricoltori e amministratori che hanno espresso il loro pensiero.

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