Fisco, 1200 ricorsi bloccatiin commissione tributaria

L'allarme dei giudici mentre i commercialisti denunciano una pressione eccessiva



TRENTO. Nel gennaio del 2008, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della giustizia tributaria, il presidente Angelo Patumi aveva espresso soddisfazione perché nonostante la drastica riduzione d’organico, le commissioni non avevano arretrato. A due anni di distanza le cose sono purtroppo molto cambiate e ora, i ricorsi giacenti a fine 2009 sono ben 1210.
Assente proprio Patumi, costretto a casa per una leggera indisposizione, a presiedere la cerimonia è stato il giudice Corrado Pascucci, che da mercoledì prossimo sarà anche presidente pro tempore al posto di Patumi, in pensione per raggiunti limiti d’età.
E nella relazione di quest’ultimo e letta dal collega a saltare all’occhio sono subito i dati relativi alle Commissioni. Per quanto riguarda quella di primo grado, le decisioni depositate nell’anno appena concluso sono state 662, molto meno dei ricorsi, che sono stati 1031. L’arretrato, quindi, considerando che alla fine del 2008 i ricorsi giacenti erano 841, è salito a 1210. Non meglio va sul fronte delle sentenze: 531 sono depositate entro i 90 giorni, ma ben 131 sono quelle depositate oltre quel termine. Per quanto riguarda la Commissione di secondo grado, invece, si registra una lenta, ma costante diminuzione del numero delle sentenze depositate, passate dalle 292 del 2006 alle 125 del 2009. «Non credo - scrive Patumi - che il dato provochi meraviglia, se solo si considera che i membri della Commissione sono scesi da 18 del 2006 agli 8 attuali e i presidenti di sezione da 3 a 1». Solo due su 123, infine, le sentenze depositate oltre i 90 giorni. Uno spiraglio di luce arriva dagli uffici del Ministero dove sembra che si stia decidendo di introdurre il giudice unico nelle Commissioni di primo grado. Questa innovazione dovrebbe contribuire a risolvere il problema dell’arretrato che in alcune regioni, molto più che nella nostra, ha assunto dimensioni davvero preoccupanti. Tra i vari interventi seguiti alla lettura della relazione, quello che più ha lasciato il segno è stato certo quello di Maurizio Postal, presidente dell’ordine dei commercialisti, il quale, come aveva fatto il suo predecessore Pasquale Mazza, ha parlato di “anomalia trentina” riferendosi all’attività delle commissioni tributarie, e in particolare quella di secondo grado. «Le pronunce favorevoli agli enti impositori - ha detto - sono nettamente superiori a quelle a favore dei cittadini contribuenti, con un rapporto di circa 2 a 1, il contrario della media registrata nel resto del Paese». Critico anche su tempi e metodi con cui vengono compiute le verifiche nelle aziende e che spesso vanno oltre i 30 giorni (prorogabili a 60), arrivando fino a 6 o 7 mesi e paralizzando così l’attività degli uffici amministrativi.













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