Dirigenti senza incarico retrocessi dopo 3 anni

Rivoluzione in Provincia: contratti a tempo, corso-concorso per accedere all’albo, valutazione annuale. E le nuove regole saranno retroattive


di Chiara Bert


TRENTO. «Basta dirigenti a vita», era stato l’annuncio di due mesi fa del presidente della Provincia Ugo Rossi. Ieri il progetto di riforma è stato condiviso dalla giunta, riunita di sabato pomeriggio in seduta straordinaria, e ha fatto un netto passo avanti. Organici flessibili, basta incarichi a vita; un albo dei dirigenti al quale si accede per corso-concorso e dal quale si può però anche uscire; addio all’obbligo, per chi ha la qualifica, di avere un incarico e se dopo tre anni la valutazione non è sufficiente e il dirigente non ha più avuto incarichi, esce dall’albo e torna funzionario. E se non si arriva alla sanzione drastica prevista dalla riforma Renzi-Madia - che prevede addirittura il licenziamento se al termine l’incarico non verrà rinnovato - si tratta in ogni caso di una «rivoluzione» per la dirigenza provinciale. Che ora - avverte Rossi - «sarà chiamata a mettersi in gioco». Tutti, nessuno escluso.

Norma retroattiva. Perché una delle novità pesanti annunciate ieri dal governatore, affiancato dal dirigente del personale Luca Comper, è che la nuova normativa riguarderà anche i dirigenti in carica. Attualmente i dirigenti generali hanno un incarico di legislatura, mentre gli incarichi degli altri dirigenti hanno una durata di 5 anni. Nel momento in cui gli incarichi andranno a scadenza - ha spiegato ieri il presidente - anche gli attuali dirigenti entreranno nel nuovo «albo» e saranno sottoposti alle medesime regole dei nuovi dirigenti.

I principi. Mobilità, flessibilità e merito i cardini della riforma di Rossi. Si parte dal bisogno effettivo: il numero dei dirigenti sarà flessibile, ovvero potrà crescere e calare a seconda delle esigenze della Provincia. Si cercherà di qualificare l’accesso alla dirigenza istituendo un «albo» (sulla linea di quanto previsto dalla riforma del governo Renzi). Si assume il principio che gli incarichi non sono “a vita”, ma una missione temporanea per conto della collettività. Si punta ad introdurre una mobilità in tutto il sistema pubblico provinciale, con l’albo dei dirigenti che sarà esteso anche agli enti strumentali della Provincia e si valuterà se anche al comparto scuola. Infine si prevedono dei nuovi assetti per le carriere professionali non dirigenziali, introducendo la nuova figura del «professional».

Il nuovo accesso. L’accesso all’albo avverrà attraverso un corso-concorso. «Le competenze accertate con i titoli e le prove d’esame - ha spiegato ieri Rossi - sono la condizione necessaria ma non sufficiente, perché ci sono caratteristiche e abilità, come la capacità manageriale e di lavorare in squadra, le cosiddette soft skills, che un esame non riesce a valutare. Il corso-concorso consente di accertare le competenze e dà il tempo per evidenziare i punti di forza e di debolezza dei candidati». Risultato: un giovane ad alto potenziale potrà ottenere una sorta di «patentino» che gli consentirà di accedere al concorso anche se non ha i requisiti di anzianità.

L’albo. Chi vince il concorso ottiene un contratto individuale e l’iscrizione provvisoria all’albo con qualifica e un trattamento economico di base. Dopo un primo triennio scatterà la valutazione e di qui la conferma dell’iscrizione. È prevista una valutazione annuale dell’attività svolta e per restare nell’albo sarà obbligatoria la formazione.

Qualifica senza incarico. Oggi la qualifica di dirigente obbliga la Provincia a conferirgli un incarico, cosa che ha prodotto un aumento degli incarichi speciali. Nel nuovo assetto non sarà più così: il dirigente potrà avere la qualifica ma non un incarico, e dunque avrà uno stipendio più basso: di quanto sarà inevitabilmente oggetto di contrattazione e, c’è da scommettere, contrattazione non facile.

Incarichi a tempo. Gli incarichi dirigenziali non potranno durare meno di 3 anni e più di 5. Soppressa la figura del sostituto dirigente.

Retrocessione. Se la valutazione a fine anno non sarà adeguata e per tre anni il dirigente non riceve incarichi, esce dall’albo e torna alla qualifica di funzionario.

Retribuzione accessoria. Sarà rivista e sarà diversa per tipologia di incarico e non per singola struttura, in base ai risultati raggiunti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Scuola & Ricerca

In primo piano