Consiglio regionale, la Svp taglia i costi

La candidata è Stocker, presidente del consiglio provinciale: «Così risparmiamo». Ma i trentini voteranno Moltrer


di Chiara Bert


TRENTO. La Svp spiazza i trentini e i colleghi autonomisti del Patt sfidandoli sul terreno dei costi della politica. Oggi, alla prima seduta del consiglio regionale chiamato ad eleggere il nuovo presidente, le Stelle Alpine proporranno come vicepresidente l’ex assessore regionale Martha Stocker, attuale presidente (provvisoria) del consiglio provinciale di Bolzano. Una proposta che ha tutto il sapore di una replica della «staffetta» già adottata nella scorsa legislatura per la presidenza della Regione: per metà legislatura il presidente è il governatore della Provincia di Trento, per l’altra metà quello di Bolzano. L’Obmann della Svp Richard Theiner lo dice chiaramente: «La Svp proporrà Martha Stocker anche come segnale sulla riduzione dei costi della politica». Ed è la stessa Stocker a chiarire che «questa è la linea del partito anche per il futuro». Vale a dire quella che varrà quando, verosimilmente a inizio 2014, sarà eletto il presidente definitivo del consiglio altoatesino (ad oggi in Alto Adige non c’è ancora nemmeno una coalizione certa, men che meno la giunta).

Di fatto la Svp propone di risparmiare sulla carica di presidente del consiglio regionale, visto che la legge non consente di cumulare l’indennità con quella di presidente del consiglio provinciale. In base alla riforma Thaler approvata lo scorso anno, al presidente del consiglio regionale spetta un’indennità di carica del 45% in più di quella di un consigliere, vale a dire circa 14.200 euro lordi mensili (al vicepresidente vanno 11.956 euro e 10.902 euro ai segretari questori): se i due presidenti dei consigli provinciali si alternassero per metà legislatura a testa, così come i due vicepresidenti, si risparmierebbero le indennità di presidente e vice del consiglio regionale.

La proposta Svp sarà presentata questa mattina in consiglio. Senza aut-aut ai trentini, ma con un messaggio di forte impatto in un momento in cui i costi della politica restano un tema caldo.

Al momento però la linea del centrosinistra trentino non cambia: il candidato alla presidenza dell’assemblea regionale (diventerà vice a metà legislatura, quando la presidenza passerà agli altoatesini) è Diego Moltrer, consigliere del Patt alla sua prima legislatura, secondo degli eletti del suo partito con 4776 preferenze. La candidatura di Moltrer nasce nell’ambito di un accordo di maggioranza che ha assegnato al Patt la presidenza del consiglio regionale. «Noi restiamo a questo accordo e per noi il candidato presidente è Moltrer», spiega il capogruppo del Pd Mattia Civico, consapevole che cambiare all’ultimo gli assetti causerebbe inevitabili fibrillazioni dentro la coalizione, e in particolare nel Patt, partito del presidente della Provincia Ugo Rossi, che già si considera sacrificato in termini di incarichi nella giunta provinciale.

Non a caso, in vista della seduta di oggi, ieri c’è stato un giro di telefonate tra Trento e Bolzano. «La proposta di una staffetta tra i presidenti dei due consigli provinciali, come avviene per i presidenti delle due giunte, non è nuova. Kompatscher l’ha sostenuta in campagna elettorale», ricorda il presidente del consiglio provinciale di Trento Bruno Dorigatti (che in quanto consigliere anziano presiederà anche la seduta odierna). «Non si può ragionare a pezzi, semmai discutiamo dell’intero impianto della Regione, il che avrebbe una ricaduta di tipo statutario». Il presidente della Provincia Ugo Rossi ieri sera negava di essere a conoscenza di una proposta Svp nella direzione indicata da Theiner e Stocker: «Kompatscher non mi ha detto nulla di questo a proposito della presidenza del consiglio». Oggi si va in aula.

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