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"Collegamento Loppio - Busa: investimento strategico"

Il presidente Rossi agli amministratori dell'Alto Garda: "Le risorse ci sono e le investiremo entro la legislatura"



TRENTO. «Il collegamento Loppio - Busa è un investimento strategico per tutto il Trentino, non solo funzionale all'Alto Garda». Lo ha detto il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, intervenendo ad un incontro con gli amministratori dell'Alto Garda. «Ne è prova il fatto - ha sottolineato Rossi - che non abbiamo mai messo in discussione, in termini di priorità, questo investimento, come invece abbiamo fatto con altri progetti sul nostro territorio.

Vogliamo infatti confermare che nel bilancio provinciale ci sono le risorse per questo investimento, la nostra priorità è iniziare a spenderle entro questa legislatura, sono qui a chiedervi di accettare questa sfida». «Abbiamo utilizzato questo anno di sospensione dei lavori per effettuare ulteriori analisi e approfondimenti - ha aggiunto a l'assessore Mauro Gilmozzi -, fermo restando che partiamo e arriviamo negli stessi punti della soluzione precedente, abbiamo migliorato l'impatto infrastrutturale nella zona del Pandino»..

«La soluzione proposta permette inoltre di frazionare l'intervento in diversi lotti, ovvero la galleria, il recupero della discarica della Maza importante anche per conformare il terreno, le opere viabilistiche in zona Sant'Isidoro per fluidificare il traffico, la strada fra la Maza e il Cretaccio».

«Nell'arco di un anno - ha aggiunto Gilmozzi - contiamo di appaltare il primo lotto, quello di Sant'Isidoro, e di dare avvio ai lavori nel 2017, successivamente dovranno partire i lavori di bonifica di tutta la discarica e quelli di realizzazione della galleria».

Il confronto con la comunità rimane aperto e ci saranno modalità di partecipazione«. Per l'intervento è previsto un impegno di spesa di circa 127,5 milioni di euro. La copertura finanziaria avverrà in parte con stanziamenti già a bilancio per circa 77 milioni, in parte con finanziamenti Bei (circa 40 milioni) e in parte con l'alienazione di patrimonio immobiliare della Provincia (circa 10 milioni).













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