Brione, il paese si fa l’albero genealogico

L’iniziativa è della Pro Loco: per ogni famiglia ricostruita la storia e l’abitazione. Il tutto sarà esposto e finirà in un libro


di Aldo Pasquazzo


BRIONE. Le iniziative della Pro loco di Brione sono sempre originali. E l’obiettivo è quello di ricostruire la storia e la vita di paese. Dopo aver dato alla stampa la pubblicazione del libro “Brione: una Comunità si racconta” l’ente - sostenuto per l’occasione dalla Fondazione Caritro e dalla Rurale Adamello Brenta, nonché dalla parrocchia - ha pensato che quel lavoro non poteva esaurirsi ma che si doveva continuare nell’opera di recupero della memoria storica di paese.

Così è nata l’idea di quest’altro progetto, che consentirà la pubblicazione, prevista per quest’estate,di un nuovo libro dal titolo: “Brione: volti e luoghi”. Attraverso quel volume sarà possibile legare ogni singola famiglia alla sua casa, nonché trascrivere qualche dettaglio altrettanto utile a monitorare la vera storia di paese.

Sull’interessante anteprima dice qualcosa Maria Grazia Scaglia, la vice sindaco di Brione.

«La domanda da cui si è partiti è stata: che cos’è la storia senza i nomi ed i volti delle persone che l’hanno fatta e vissuta? E così abbiano pensato che era importante tenere viva la memoria di tutte le persone che hanno fatto la storia della nostra comunità, raccontata nel libro pubblicato l’anno scorso. Un modo di farlo che ci sembrava alla nostra portata, ossia quello di ricostruire attraverso una mostra (in parte già ordinatamente esposta al Centro polifunzionale) comprendente gli alberi genealogici di tutte le famiglie, a partire dai primi dell’800, che hanno avuto residenza anagrafica a Brione. Prima di allora non ci sono dati: pare che l’archivio parrocchiale sia stato distrutto da un incendio o bruciato durante la prima guerra mondiale. Quindi da allora si è cercato di rimettere il tutto a memoria d’uomo. Ed è questo il motivo per cui le prime informazioni disponibili risalgono solo a quella data» .

Quando avete iniziato l’iniziativa? «La scorsa estate abbiamo riprodotto l’anagrafe comunale e parrocchiale con un apposito programma informatico, utilizzato per la ricostruzione degli alberi genealogici. Quindi si sono recuperate e riprodotte le foto di tutte le case del paese in modo da ricostruire i vecchi toponimi. Abbiamo poi collocato ogni casa nella sua contrada o nel luogo con cui è identificata la zona, in cui è stata di recente costruita. Per ogni casa abbiamo ricomposte le famiglie che vi hanno abitato e ad ognuna abbiamo creato l’albero genealogico, a partire dal capofamiglia. Le foto delle persone disponibili, sono stare collocate dentro il nucleo di origine».

Avete ricostruito buona parte delle famiglie originarie di Brione? «Effettivamente è così. Altre le stiamo ricomponendo, come anche singole persone che hanno fatto parte o sono transitate lasciando un segno nella nostra comunità».

«L’intenzione - conclude Scaglia - è anche quella di raccogliere tutti i racconti di vita pubblicati sui bollettini parrocchiali conservati nella Biblioteca di Condino, che riguardano i nostri paesani. È un modo, semplice e alla nostra portata, di ravvivare i ricordo e la memoria di chi ci ha preceduti».













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