Braccio di ferro sugli alloggi sfitti

Daldoss: «Gli appartamenti liberi sono solo 172 e presto saranno assegnati». I sindacati critici verso il regolamento



TRENTO. Alloggi sfitti: l'assessore Carlo Daldoss chiede che sulle cifre venga fatta chiarezza. Nella risposta ad una interrogazione consiliare di Giacomo Bezzi si era parlato di 1.218 alloggi “non occupati”. Per Piazza Dante il contesto, tuttavia, è molto diverso: «Gli alloggi che possiamo definire realmente sfitti in quanto ultimati e segnalati agli enti locali sono ad oggi 172 e risultano peraltro in attesa di un’imminente stipula di contratto», precisa Daldoss, dati alla mano. «A questi si aggiungono 35 alloggi che il Settore Utenti trattiene per esigenze di cambio alloggio o altre analoghe. 154 alloggi sono invece inseriti in edifici che necessitano di una ristrutturazione integrale e quindi non sono al momento utilizzabili. Questo è il caso della Nave di San Pio X ma anche di altri edifici Itea come quelli di Caldes, Strigno, Nogaredo e via Maioliche a Rovereto. Itea Spa conta di rimettere a breve in circolo una parte di questi alloggi, dopo gli opportuni interventi». Ad oggi «vi sono inoltre 683 appartamenti di risulta - ovvero già precedentemente riconsegnati ad Itea dagli inquilini - in ristrutturazione, di cui ben oltre 400 già in fase avanzata di lavorazione o in corso di ultimazione». Infine, «nel corso del 2015 gli alloggi di risulta consegnati a nuova utenza sono stati circa 600, a fronte di 450 nuovi alloggi riconsegnati all'azienda dagli inquilini. La forbice tra gli alloggi che entrano ed escono dal ciclo della risulta si è fortemente ridotta».

«L'Itea - sottolinea ancora l'assessore Daldoss - sta facendo un grande lavoro di riutilizzo dell'esistente, conformemente all'orientamento generale delle politiche abitative provinciali. Si è già fatto un grandissimo sforzo per mettere a disposizione una mole consistente di alloggi di risulta e anche nel 2016 continueremo su questa strada».

Da parte loro, i sindacati ribattono di conoscere la situazione relativa agli alloggi non liberi e non assegnati e di avere più volte «chiesto alla Giunta provinciale di provvedere tempestivamente alla loro manutenzione, ristrutturazione e locazione ai tanti cittadini - oltre 4.000 - che aspettano in graduatoria un alloggio a canone sociale».

Per Andrea Grosselli (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Alotti (Uil) «le rassicurazioni dell'assessore Daldoss non bastano più. Ora servono i fatti. Quello della mancata locazione degli alloggi di risulta, è uno dei motivi, assieme alla mancata indicizzazione dell'Icef al costo della vita, al mancato decollo fondo di garanzia per l'affitto, alla riduzione nell'erogazione degli assegni di integrazione al canone sul libero mercato e soprattutto agli aumenti significativi, da gennaio, dei canoni sostenibile agli inquilini con Icef superiore a 0,23, per i quali abbiamo fortemente criticato le modifiche apportate dalla Giunta provinciale al regolamento di edilizia abitativa». Inoltre, la mancanza di investimenti nell'edilizia sociale, «è uno dei punti critici anche della manovra di bilancio 2016, considerato che la legge di stabilità finanzia solo progetti di edilizia agevolata ed a canone moderato». L'assessore Daldoss, sollecitato da Cgil Cisl Uil, ha indicato nella ristrutturazione e in una rapida messa a disposizione degli alloggi di risulta, uno dei provvedimenti urgenti per tamponare l'emergenza casa. «L'assessore e la giunta hanno voluto però procedere con il nuovo calcolo del canone di locazione degli alloggi pubblici, per incrementare, purtroppo a spese degli assegnatari che già pagano un canone non simbolico, le entrate di bilancio della società pubblica Itea SpA. Il tutto mentre la stessa società pubblica era gravata, fino a tutto il 2015, da imposte e tasse per diversi milioni per la sua anomala veste giuridica, differente da quella degli altri enti che si occupano di edilizia pubblica sociale, e mentre mancavano i canoni di quel migliaio di alloggi pubblici disponibili, ma ancora sfitti». I sindacati chiedono all'assessore di «riprendere il filo della discussione sull'edilizia sociale» con le parti sociali.













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