Boom di russi, ora c'è pure l'ufficio

Un'agenzia a Canazei: 10 operatori per 5 mila turisti ogni inverno


Elisa Salvi


CANAZEI. "Otto giorni di sole su dieci". È lo storico slogan (coniato da Dolomiti Superski e quest'anno addirittura in difetto) dell'inverno fassano che forse colpisce poco la clientela italiana, assuefatta al lusso di vivere nel "Paese del sole", ma che fa decisamente breccia nei turisti dell'Est, specie i russi. I connazionali di Putin, da qualche anno importante mercato estero di Fassa (112 mila presenze lo scorso inverno), amano piste, panorami e atmosfere dei paesi della valle, ma abituati a latitudini ben più avare di calore, pare siano letteralmente sedotti dall'intensità del sole che, da queste parti, è pure autore di effetti straordinari come l'"enrosadira".

A svelare l'aspetto più romantico di quella che pare più una passione per Fassa, che una semplice tendenza turistica, è Dmitriy Mazurov, direttore di Sunrise Tour Operator di Mosca. Dal 2011 Sunrise ha anche un ufficio a Canazei dove lavorano da dicembre ad aprile una decina d'operatori, coordinati da Olga Sobar (nostra interprete via web con Mazurov). Dal 2008, ogni inverno, Sunrise porta in Fassa più di cinque mila turisti (molti soggiornano due settimane), provenienti da Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo, Nizhny Novgorod e Rostov-on-Don: «Un terzo dei nostri clienti che viene in Italia per sciare - spiega Mazurov - sceglie la Val di Fassa (altra destinazione ambita è Cervinia).

Rispetto ad altri Paesi, le località italiane come Fassa piacciono di più perché assolate, aspetto fondamentale per i russi". Certo, conta anche l'ospitalità: apprezzati i piccoli hotel in stile montano, i centri wellness e la cucina locale. Ma per rendere ancor più appetibile il soggiorno a chi si sobbarca un lungo viaggio, tra aereo e pullman (o auto), per giungere sulle Dolomiti, Sunrise alle nevi fassane, abbina visite e shopping a Venezia, Milano o Bolzano. Vacanze che così vengono definite "indimenticabili" dalla quasi totalità dei clienti di Mazurov. Perché, com'è naturale, qualche lamentela c'è. E ha a che fare con la lingua, a volte una "barriera" invalicabile: «Più informazioni scritte e indicazioni delle località in cirillico - sostiene Mazurov - sarebbero di grande aiuto ai turisti russi».

Suggerimento prezioso per continuare a garantirsi una clientela che a gennaio in Fassa ha fatto registrare +13,48 % di presenze (rispetto l'anno scorso), uno dei pochi dati positivi (assieme al mercato polacco in crescita del 30%) di una stagione, per scarsità di neve e crisi economica (sofferta soprattutto dagli italiani), piuttosto difficile.













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