Biossido e ozono, su A22 e via Bolzano resta l’allarme smog 

La qualità dell’aria migliora ma non basta: presentato il piano di tutela. Auto elettriche, incentivi per le colonnine  


di Sandra Mattei


TRENTO. La qualità dell’aria in Trentino è migliorata, dati alla mano, ed i valori di inquinanti come il biossido di azoto, le polveri sottili, il benzo(a)pirene e l’ozono sono in diminuzione. Ma non basta. Sforamenti dei limiti di legge si registrano tuttora per quanto riguarda il biossido di azoto, legato ai gas di scarico delle auto, soprattutto in via Bolzano a Trento e sull’ A22 all’altezza di Avio. Va meglio per la presenza di polveri sottili (le famigerate PM10 e PM2.5, di dimensioni così ridotte da insinuarsi nel nostro organismo con effetti dannosi), mentre gli sforamenti dell’ozono sono legati all’irraggiamento solare e sono purtroppo costanti nel tempo.

I rilevamenti della qualità dell’aria spettano all’Appa (Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente) e visto il perdurare di alcune situazioni critiche, ieri l’assessore Mauro Gilmozzi con la dirigente dell’Appa Laura Boschini, hanno presentato il Piano provinciale di tutela della qualità dell’aria. «Si tratta di una prima adozione - ha esordito Gilmozzi - che prevede il monitoraggio costante dei valori delle sostanze inquinanti dal biossido d’azoto, in prossimità delle emissioni del traffico, le polveri sottili, legate alla combustione di biomasse legnose e l’ozono, inquinante riconducibile all’inquinamento globale e locale. In base alle analisi della qualità dell’aria, si sono stabiliti cinque settori di intervento per far fronte a questi fenomeni».

Eccoli: sul fronte civile, si continueranno ad incentivare gli interventi di riqualificazione degli edifici. Un altro fronte, quello dei trasporti, prevede incentivi alla mobilità sostenibile e all’intermodalità. A questo proposito, nell’incontro di ieri, l’assessore Gilmozzi ha annunciato ulteriori incentivi, dopo quelli per l’acquisto di auto elettriche, anche delle colonnine per auto elettriche, ibridi plug-in e biciclette. Dal 20 novembre, cittadini ed aziende potranno fare domanda per un contributo del 60% della spesa, fino ad un massimo di 1.500 euro per l’acquisto di stazioni di ricarica per autoveicoli elettrici o ibridi plug in, nel limite di 5 stazioni per ciascun richiedente e di 500 euro per l'acquisto di stazioni di ricarica per e-bike, dotate di multipresa tipo Schuko, nel limite di 1 stazione per ciascuna azienda richiedente.

Gli altri settori di intervento del Piano di tutela della qualità dell’aria sono: migliorare le tecniche nel settore produttivo ed industriale per raggiungere un elevato indice di protezione dell'ambiente, diffondere buone pratiche nel comparto agro-zootecnico e delle coltivazioni. Infine sono previste campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza ed interventi di educazione nelle scuole. A questo proposito, ha sottolineato la dirigente Boschini, attenzione particolare va data alla combustione per le stufe a legna. «Si tratta di migliorare la qualità delle stufe - ha precisato - ma anche di educare la popolazione ad utilizzare combustibile di qualità perché, soprattutto nei fondovalli montani, c’è il rischio di disperdere sostanze inquinanti, come dimostrano le rilevazioni del benzo (a)pirene».













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