Bilancio, cala la scure Sgravi per le imprese

Tagli alla spesa corrente in tutti i settori per liberare risorse da destinare agli investimenti. Confermati gli sconti Irap, via la riduzione sull’Irpef


di Chiara Bert


TRENTO. Tagli in tutti i settori, nessuno escluso. Ticket sulla sanità e sull’assistenza, per far pagare i servizi a chi può permetterselo. La scure sulla spesa corrente per liberare risorse per gli investimenti. Detrazioni fiscali alle imprese, per rilanciare la crescita e la competitività, nella speranza di far salire le entrate e aumentare quel Pil che cresce meno rispetto alle regioni del Nordest. Si può sintetizzare così la manovra di bilancio della Provincia dei prossimi tre anni tratteggiata ieri dal governatore Provincia Ugo Rossi dopo due ore di confronto interno alla giunta.

Un bilancio difficile, che fa i conti con il salasso chiesto dallo Stato al Trentino come compartecipazione al risanamento del debito pubblico: quasi 1,4 miliardi all’anno da qui al 2017, l’equivalente del 30% del bilancio provinciale. Il presidente parla di «operazione verità»: «Dopo 15 anni abbiamo una manovra pluriennale che sconta una riduzione importante di risorse». Dai 4,489 miliardi di euro del 2014 dunque si scenderà. Di quanto è ancora presto per dirlo, perché diverse sono le variabili ancora in gioco: innanzitutto gli spazi di flessibilità sul patto di stabilità e l’utilizzo dei residui di cassa che lo Stato concederà alla Provincia, e che rientreranno nell’accordo che Rossi vorrebbe chiudere già domani a Roma; e poi le entrate fiscali, su cui gli uffici di Piazza Dante stanno ultimando i calcoli ma che sono in calo, «una diminuzione fisiologica legata alla crisi economica», sottolinea il presidente, ma che certo pesa sui futuri assetti finanziari.

Tagli alla spesa corrente. Il governatore la definisce «riorganizzazione dei settori di spesa». Altrimenti detti: tagli. Obiettivo ridurre di un altro 1,5% circa in media. «Rispetto alla manovra 2014 - spiega Rossi - per affrontare la congiuntura negativa saranno necessari ulteriori risparmi». Rispetto al 2013, il bilancio 2014 era già calato di 52 milioni di euro (-1,1%), da 4,541 a 4,489 miliardi. Bisognerà fare di più e «nessun settore - anticipa il presidente - sarà escluso dai sacrifici». Dunque anche i settori a maggior impatto sociale, sanità, scuola e assistenza: qui la scure sarà meno pesante, si dovranno recuperare risorse «ma senza dismettere il livello di coesione sociale che caratterizza il Trentino», sottolinea Rossi.

Investimenti strategici. Le risorse recuperare dalla spesa corrente serviranno per liberarne altre per gli investimenti, evitando una caduta nei prossimi tre anni dopo il calo registrato nell’ultimo anno (si è passati dal 33% al 30,5%, dai 1519 milioni del 2013 ai 1368 milioni del 2014). «Occorre ricalibrare le politiche pubbliche sugli investimenti di contesto piuttosto che sui singoli interventi», è la filosofia sottesa alla manovra. «Negli ultimi 15 anni - analizza Rossi - l’economia trentina ha avuto un andamento simile al resto del Nordest ma ha sofferto di più. Il Pil cresce meno e questo deve farci riflettere». «Abbiamo tenuto di più sulla coesione sociale - osserva il presidente - oggi è necessario trovare un nuovo equilibrio riorganizzando alcuni settori, anche nell’assistenza». Più selettività - chi è in grado di pagare i servizi se li pagherà (vedi articolo nella pagina a fianco) - e niente sovrapposizioni tra strumenti analoghi, come reddito di garanzia e reddito di attivazione.

Fisco e imprese. Rilanciare la competitività e aprire il mercato, abituando le imprese trentine ad andare all’estero e attirando imprese da fuori grazie ad un contesto favorevole. Per ottenere questi obiettivi la Provincia punta molto sulla leva fiscale, in particolare sul credito d’imposta a vantaggio delle imprese che è uno dei punti dell’accordo con lo Stato. Non più contributi dunque, ma detrazioni, che saranno finalizzate a chi assume piuttosto che a chi investe in ricerca: un sostegno più rapido e che riduce la burocrazia. Per stimolare la crescita e gli investimenti, la Provincia scommette poi sul Fondo strategico regionale e sul ruolo di Mediocredito come banca a servizio del territorio.

Tasse. Per quanto riguarda il fisco, Rossi conferma inoltre per il 2015 gli sgravi Irap adottati nel 2014, per un valore di circa 110 milioni di euro: riduzione generalizzata dell’aliquota dell’1,1%, a cui si aggiungono ulteriori benefici per le aziende che aumentano o consolidano l’occupazione, oltre all’esenzione per 5 anni per le nuove imprese e attività sostitutive. Sparirà invece la riduzione dell’addizionale Irpef (dall’1,23 allo 0,90%) per i redditi fino a 28 mila euro, che aveva creato tensioni in giunta con il Pd che avrebbe preferito dirottare i 14 milioni di euro su altro: «Il governo ha confermato il bonus degli 80 euro», spiega Rossi, «evitiamo sovrapposizioni».

Tabella di marcia. A fine mese la manovra sarà presentata alle parti sociali, poi il tempo per le valutazioni in maggioranza e in Consiglio delle autonomie e il 10 novembre è prevista l’approvazione da parte della giunta prima di affrontare la maratona in consiglio.

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