Trento

Atterraggio da brivido, paura ma nessun ferito

Ieri al Caproni un monomotore ha avuto problemi nella fase finale e il velivolo ha sbattuto il «muso» sulla pista dell’aeroporto. Illeso il pilota



TRENTO. Una folata di vento improvvisa di vento o un problema al carrello. Sono queste le due ipotesi che vengono fatte per spiegare l’atterraggio accidentato fatto ieri poco dopo mezzogiorno da un monomotore ad elica. Un incidente che ha danneggiato il velivolo ma che non ha avuto per fortuna conseguenze sul pilota. Che è sceso illeso dal suo mezzo e che ha seguito le operazioni di recupero effettuate dal vigili del fuoco.

Tutto questo è successo all’interno del perimetro dell’aeroporto. Il pilota era in fase d’atterraggio e non c’era nulla che facesse presagire problemi fino a pochi attimi prima della fase finale. In quel momento è successo qualcosa. Come si diceva, potrebbe esser stato un improvviso colpo di vento a provocare l’incidente. Oppure un problema al carrello. La conseguenza finale è stato l’atterraggio incidentato. Ossia il velivolo ha sbattuto il «muso» sul terreno e si è quindi fermato in modo molto brusco.

Immediatamente è stato chiesto l’intervento dei pompieri sempre presenti all’interno dell’aeroporto di Mattarello ma è apparso chiaro che le conseguenze erano solo per il velivolo e non per il pilota. Velivolo che è stato quindi trainato fuori dalla pista perché non diventasse un ostacolo per altri mezzi. Sarà probabilmente una perizia a chiarire cosa sia esattamente successo nel momento dell’atterraggio «difficile».

Conseguenze peggiori per le persone coinvolte c’erano state poco meno di un anno fa sempre in un incidente aereo all’interno della struttura del Caproni. Allora tutto era avvenuto in fase di decollo quando l'ultraleggero aveva iniziato la sua corsa sulla pista fino a raggiungere la velocità di decollo e ad alzarsi. Ed è stato in quel momento delicatissimo, quando i motori dell'aereo sono al massimo della potenza per poter portare l'apparecchio alla quota di crociera, che qualcosa non è andato come doveva. Il pilota aveva immediatamente avvertito che il motore non stava fornendo la potenza necessaria, impedendo di fatto all'apparecchio di raggiungere la velocità necessaria per terminare il decollo - in gergo tecnico si chiama "piantata del motore" -, e aveva iniziato una virata di 180 gradi per cercare di risolvere il problema e guadagnare velocità. Tentativo che non era andato a buon fine: il piccolo aereo era finito di schianto sulla recinzione che delimita la pista. Ferite le due persone che erano a bordo.













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