Allarme polveri alla discarica di Imer

Interrogazione di Daniele Gubert alla Comunità. La replica: «Nessun pericolo, ma serve la copertura del frantumatoio»


di Raffaele Bonaccorso


PRIMIERO. Polveri e frammenti nell'aria causati dalla frantumazione del rifiuto secco nella discarica Salezzoni di Imer. A lanciare l'allarme è il consigliere della Comunità di Primiero, Daniele Gubert, che al proposito ha già presentato un’interrogazione. Il consigliere, infatti, ha ricevuto segnalazioni in riferimento al processo di frantumazione del rifiuto secco indifferenziato in discarica. «In particolare - scrive Daniele Gubert - i cittadini che hanno potuto assistere alle procedure di triturazione, hanno osservato una consistente emissione di polveri nell'aria, lamentano l’inadeguatezza della piattaforma di frantumazione e chiedono che venga integralmente chiusa per evitare che i fenomeni ventosi, molto presenti in quella zona, disperdano i residui volatili della lavorazione».

Fatte queste premesse Gubert chiede lumi e quindi «se le segnalazioni evidenziate trovino riscontro nei protocolli di gestione della discarica; se il controllo quantitativo e qualitativo del particolato e dei frammenti emessi in atmosfera nel processo di riduzione sia compreso nel Piano di sorveglianza e controllo nella fase di gestione operativa della discarica; se la dispersione di polveri e frammenti di rifiuti solidi urbani (la cui "non pericolosità" è spesso affidata alla buona volontà o alla buona fede dei conferenti) anche a significativa distanza dal sito, possa arrecare danno alla salute di persone e animali o comunque alla qualità dell’ecosistema del fondovalle; e se la Comunità intenda favorire l’attivazione di infrastrutture o procedure mitiganti la dispersione di polveri».

Dalla Comunità di Primiero fanno sapere «che la copertura dei rifiuti, con adeguato strato di materiale inerte, generalmente evita inconvenienti che possono invece manifestarsi solo in situazioni di eccezionale ventosità e, fortunatamente, con rara frequenza. Alla luce dei numerosi controlli effettuati in discarica e nelle immediate vicinanze e alle analisi merceologiche trimestrali effettuate su campioni rappresentativi dei rifiuti, risulta evidente la non pericolosità delle emissioni per la salute di persone e animali o comunque alla qualità dell’ecosistema del fondovalle». La Comunità afferma inoltre che «la gestione della discarica viene effettuata nel rispetto della normativa vigente». Comunque per ovviare alle problematiche evidenziate, la Comunità «sostiene fortemente la necessità di procedere alla copertura della piazzola di triturazione (originariamente prevista senza copertura e senza barriere di protezione) e in un'ottica di continuo miglioramento del servizio, è nostra intenzione prendere in considerazione altre soluzioni tecniche che potranno migliorare il servizio». E comunica infine che «l’amministrazione della Comunità sta procedendo alla realizzazione di un progetto di riqualificazione dell’area che prevede la piantumazione di alberi nei fronti nord e ovest della discarica per ottenere una mitigazione visiva dell’impianto rispetto all’abitato dei Giani e dei Masi, ma che sarà indubbiamente efficace come barriera fisica per il contenimento degli effetti dovuti ai fenomeni ventosi».

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