la novità

A Trento il risciò hi-tech che vi porta in giro a ritmo di musica

Francesco Carollo lancia “Bicipop”: oltre alle note offre una guida turistica sonora e persino fermate per lo spritz


di Luca Marognoli


TRENTO. «Sto sconvolgendo la città con questo mezzo alieno!». Ha un che di gotico “Bicipop”, il ciclorisciò di Francesco Carollo, 42 anni, dj (fratello del più noto Agostino) prestato alle due ruote per il trasporto turistico. E anche il suo look ricorda quello dark del Johnny Depp di Edward mani di forbice. Ma dietro l’immagine un po’ clownesca («la mia missione è anche portare sorrisi - dice - e i bambini mi prendono per un mago») c’è un servizio innovativo. Che ti fa vedere la città a ritmo slow, senza fatica, con illustrazione audio dei monumenti, musica a richiesta e persino la pausa per lo spritz.

Carollo, come è nata l’idea?

Nelle grandi città questi mezzi ci sono. Ho deciso di renderli hi-tech. Il mio ha un servizio di geolocalizzazione e quando si avvicina a un monumento parte una descrizione automatica in 7 lingue. L'audio è emesso da casse Bose nascoste all'interno. Il prossimo step sarà di mettere uno schermo a led sulla parte posteriore da offrire come spazio pubblicitario ai locali. La cosa bella è che questo servizio sta diventando polifunzionale.

In che senso?

Il turista che arriva a Trento va a vedere il Muse e non sa come andare in giro. Io lo porto nei punti caratteristici e anche in alcuni bar che ho contattato, dove potrà fare l'aperitivo con assaggini e un prosecco o una bibita, restando comodamente seduto. Mangi, bevi e scopri la città.

I primi clienti?

Il primo a salire a bordo è stato un olandese con la moglie trentina, lunedì scorso. E dopo di loro Toni Capuozzo, a Trento per presentare il suo libro. I bambini ne vanno matti perché la vedono come una giostra animata: c’è la musica e ci ho messo anche delle decorazioni per Halloween. Il trenino, con tutto il rispetto, ha un motore a scoppio, mentre io voglio lanciare un messaggio di mobilità sostenibile. Bicipop è totalmente green, con pedalata assistita. A breve applicherò un pannello solare adesivo sul tetto per caricare la batteria.

Un mezzo degno del Doc di Ritorno al futuro...

Esatto. Ho letto che alla fiera “Fa' la cosa giusta” per chi arriverà in bici ci sarà una sorpresa. Credo che sarò io a farla a loro.

Come ha realizzato il suo risciò hi-tech?

L'ho fatto assemblare da un ingegnere meccanico campano, un vecchio amico di 65 anni conosciuto al mare, usando le migliori componentistiche trovate sul mercato europeo. La folgorazione l'avevo avuta da bambino, quando mio papà mi portò ad Hollywood, dove montai sulla bici di Et e sulla macchina di Back to the future: lì imparai che bisogna puntare su tecnologie nuove e meno impattanti.

Come ha fatto conoscere la sua “creatura”?

Ho presentato il prodotto in piazza Duomo, al Festival delle professioni. Avevo raccolto 5 mila euro facendo una campagna di crowdfunding sul sito eppela.com. Altrettanti sono arrivati dall'assicurazione Unipol Sai, che ha premiato il mio progetto a marzo assieme ad altri due su 700 concorrenti. Prima di allora lo avevo proposto ad alcuni soggetti locali, che se ne sono disinteressati.

Come promuove il servizio?

Agli alberghi non costa niente e anche ieri ho portato in giro un paio di turisti, che hanno molto apprezzato. Serve solo un po’ di apertura mentale.

Sul risciò si pedala. È abbastanza allenato?

Il risciò pesa 110 chili, ma con la pedalata assistita non si fa fatica e Trento si presta. Einstein diceva: la vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. Voglio dimostrare che senza soldi ma con un'idea vincente si possono superare le difficoltà e anche le porte in faccia.













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