«Non ne sapevamo nulla, siamo dispiaciuti» 

Il vicario don Marco Saiani: la magistratura ci aveva richiesto solo di svolgere delle verifiche contabili



ROVERETO. «Mi dispiace molto per don Ezio. Non eravamo a conoscenza di questi dettagli». Ad esprimere il proprio dispiacere è don Marco Saiani, vicario della diocesi di Trento. A lui era toccato spiegare al consiglio pastorale di Chizzola la scelta di rimuovere don Seppi dal suo ruolo in seguito agli accertamento contabili condotti dalla curia. «Non eravamo a conoscenza di questi aspetti della vicenda - racconta don Marco -, avevamo accolto la richiesta della Procura, che ci aveva domandato di eseguire degli approfondimenti contabili sull’Unità pastorale di San Paolo». Cosa che era stata fatta, portando alla luce degli ammanchi che in teoria non dovevano esserci. Da qui la decisione di rimuovere il parroco per le “irregolarità contabili” riscontrate nella documentazione esaminata. «Negli altri aspetti della vicenda non siamo entrati, c’è un’indagine ancora in corso - spiega don Marco - e dobbiamo attendere che le cose si chiariscano. Certo, se è questo ciò che è emerso, non abbiamo nulla da dire se non esprimere il nostro profondo dispiacere per don Seppi».

Qualche chiacchiera in paese correva da un po’ di tempo, legata alla frequentazione della comunità romena da parte di don Ezio. Ma il parroco aveva familiarità con la Romania, che aveva visitato in passato, e le chiacchiere erano state archiviate tra le maldicenze di paese. Tuttavia, ciò che non convinceva i parrocchiani era l’accusa di “irregolarità contabili”: don Ezio era conosciuto come una persona molto capace e precisa, in grado di intrattenere relazioni istituzionali con Comune e Provincia, abile nella redazione di progetti di ristrutturazione dei beni della parrocchia, che poi portava avanti con grande scrupolo. Un profilo che non prestava il fianco a pressapochismi, e che cozzava contro l’accusa di “leggerezza” nella gestione del denaro.













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