RIVA

Sport in lutto: addio a Silvano Martini 

Aveva 70 anni, è stato una colonna della Benacense come giocatore, allenatore e dirigente. Lunedì il funerale



RIVA. Non c’è rivano che con lui non abbia scambiato una mezza battuta al bancone del Mini Bar, in viale San Francesco. E lui, Silvano Martini, la battuta pronta ce l’aveva sempre. Per i clienti, gli amici e le centinaia di ragazzi che, attraverso i suoi modi bonariamente burberi, erano passati attraverso i suoi insegnamenti su un campo da calcio.

Si è spento a 70 anni (compiuti da pochi giorni) Silvano Martini, bandiera della Benacense, squadra per la quale ha scritto importanti pagine di storia sportiva.

Martini («mediano di grandi qualità sportive e umane», lo ricorda il presidente dell’epoca, l’imprenditore Paolo Pederzolli) ha fatto parte di quella gloriosa rosa, allenata da Enzo Lotti, che nella stagione 1973-1974 conquistò, dopo lo spareggio con il Parcines sul neutro di Rovereto, per la prima volta la promozione nella quarta serie nazionale, ovvero la serie D.

Un’avventura che rese la Benacense protagonista nel massimo campionato dilettantistico per un ventennio, prima di un lungo declino e della rinascita degli ultimi anni, fino alla promozione in Eccellenza della scorsa stagione. Per Martini ci sono poi state altre esperienze da giocatore, ad Arco ma soprattutto a Limone: nel 1981, con la maglie della Limonese, da capitano, conquistò la promozione in seconda categoria, mentre sulla panchina sedeva il compianto Sergio Delana.

Martini comunque è sempre stato partecipe della storia della Benacense, anche nei momenti difficili. Ha allenato a lungo le giovanili, è stato direttore sportivo nel corso di diverse presidenze e più di una volta è stato chiamato al “capezzale” della prima squadra per raddrizzare stagioni che avevano preso una brutta piega. Lo faceva a modo suo: senza tanti fronzoli. Alle parole, preferiva il lavoro sul campo, soprattutto dopo una sconfitta.

Fuori dal campo, Martini aveva lavorato per un periodo in cartiera: all’epoca destino comune a moltissimi giocatori della Benacense, inseriti nello stabilimento da Giuseppe Armici, direttore della fabbrica e soprattutto una grande passione per il calcio che si esprimeva nell’impegno nel direttivo della società biancoverde. Ma il volto di Silvano era conosciutissimo anche per l’attività in viale S.Francesco, dove nel 1980 insieme alla moglie Valeria (45 anni di vita insieme) aprì il Mini Bar. Punto di riferimento per chi lavorava nella via (e non solo), il Mini Bar soprattutto nei lunedì non estivi era teatro di lunghe e appassionate discussioni calcistiche. Quattro anni fa la cessione dell’attività, poi la malattia che lo ha portato a spegnersi ieri nella sua abitazione al Dom.

La passione per il calcio Silvano l’aveva trasmessa anche al figlio Marco, oggi consigliere comunale, a lungo promessa nelle giovanili del Parma (il Parma degli anni d’oro, per intendersi). Una carriera che lo ha poi portato a sua volta nella Benacense, dove ha giocato da capitano e ha allenato le giovanili. «Abbiamo perso una bandiera, un uomo che è stato un pezzo di storia della nostra società», ha detto Andrea Pederzolli, presidente della società di viale Rovereto.

Silvano Martini lascia la moglie Valeria e i figli Denise e Marco. Lunedì alle ore 10.30, nella chiesa arcipretale di Riva, l’ultimo saluto. (g.f.p.)













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