«Ci siamo salutati e non mi sono accorto di niente» 

La tragedia di Tiarno di Sotto. Enrico Ferrari, amico di lunga data di Gianpiero Fedrigotti, morto annegato nel rio Sacche, racconta l’ultimo incontro. Oggi alle 15 il funerale


aldo cadili


Val di ledro. Ha scosso profondamente la comunità di Tiarno di Sotto l’assurda tragedia del tardo pomeriggio di venerdì quando il compaesano cinquantasettenne Gianpiero Fedrigotti, disabile, mentre percorreva con la sua carrozzina la pista ciclopedonale che costeggia il rio Sacche, poco prima del suo abitato, è accidentalmente precipitato per alcuni metri annegando. L’aspetto maggiormente sconvolgente è che Gianpiero Fedrigotti ha perso la vita in un punto in cui l’acqua aveva una profondità di una quarantina di centimetri e ieri si è dimezzata per il caldo e la mancanza di precipitazioni.

In queste ore, attorno alla vedova, la signora Giulia Casciaro, e ai figli Alessio e Giulio si sono avvicendate numerose persone per esprimere la loro sincera partecipazione al grave lutto. Tra esse Enrico Ferrari, l’amico di lunga data essendo un anno più anziano dello scomparso. Per una fortuita circostanza è stato l’ultima persona che l’ha incontrato e parlato qualche attimo prima della tragedia. Ferrari, dopo aver per decenni svolto il lavoro di “stradino” lungo la viabilità provinciale, da qualche tempo è in pensione, e confinante con la ciclopedonale possiede una stalla, termine probabilmente esagerato disponendo di qualche bovino e di un pollaio. «Stavo concludendo l’accudimento serale dei miei animali – ricorda Enrico Ferrari – ed ero uscito per una incombenza e sul piazzale ho incrociato Gianpiero Fedrigotti che aveva fermato la carrozzina per salutarmi e parlare brevemente del “più e del meno”, dicendomi che ritornava dal supermercato dei fratelli Ribaga, a Tiarno di Sopra, dove, tra l’altro, aveva acquistato dei “nodini” di manzo per la cena. Gli avevo detto che il suo inseparabile cane, senza collare, era sceso nel rio Sacche, probabilmente, per rinfrescarsi. Nessun problema, mi aveva risposto, conosce benissimo la via di casa. Ci siamo salutati, io sono rientrato nella stalla per chiuderla e lui era ripartito non sapendo che dopo 30-40 metri sarebbe avvenuta la tragedia, purtroppo, silenziosa, senza alcun abbaiare del cane. Non avendo avvertito nulla di anormale, perché il rio Sacche scorre alcuni metri più basso della pista, sono andato a casa. Solo dopo tre quarti d’ora mi hanno avvertito dell’incidente e mi sono precipitato sulla ciclopedonale e, tra l’immenso dolore, ho assistito al recupero dello sfortunato e della pesante carrozzina (oltre un quintale) che caduta sul suo corpo non gli ha lasciato scampo. Immobile e silenzioso, come una statua, c’era il suo inseparabile cane».

Il giorno dopo della tragedia, sabato, in casa Fedrigotti l’animale era introvabile, dopo lunghe ricerche è stato rintracciato, accovacciato, in silenzio, sul luogo del sinistro del suo padrone. L’ex assessore comunale Fabio Fedrigotti, rammenta che pure Gianpiero aveva dedicato del suo tempo al volontariato secondo la secolare tradizione ledrense, favorito dal carattere gioviale, sempre disponibile al dialogo senza alcuna distinzione sociale.

Oggi, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Tiarno di Sotto, l’addio a Gianpiero Fedrigotti.













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