Via i tralicci dal centro della città 

Terna ha presentato ai Comuni interessati il progetto per spostare la attuale linea elettrica aerea

di Roberto Gerola

PERGINE. Torna alla ribalta il progetto della nuova linea elettrica da 220 kV Borgo – Lavis che Terna spa intende realizzare come variante al tratto che attraversa Pergine con capriate e cavi aerei sul centro città. In questi giorni ha trasmesso il progetto al Comune di Pergine ma anche agli altri Comuni interessati: Civezzano, Baselga di Piné e Vignola Falesina.

Come era stato scritto più volte (viste anche le polemiche che erano scoppiate) l’opera rientra nel più ampio progetto di razionalizzazione della rete elettrica nell’area di Trento con riferimento anche alla galleria del Brennero. La trasmissione del progetto segue la conclusione del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) con l’emanazione da parte del Ministero ambiente e tutela del territorio e di quello delle attività culturali e del turismo, di un decreto “di compatibilità ambientale del progetto, riportante prescrizioni”. Per questo il progetto disponibile nei Comuni interessati è definito “revisionato”.

Il tracciato individuato per il nuovo tratto di linea parte da Civezzano (la linea passa a nord di Garzano, fuori da Penedallo, Cogatti e Seregnano), attraversa il rio Silla, passa poi tra la Croce della Rocca e il Croz della Crosara fino ad arrivare in prossimità del Dosso di Puen (territorio di Baselga di Piné per circa 300 m), rientra su Pergine all’altezza di Guarda, che viene superata insieme a Buss, piega verso Ponte delle Piane, supera il Rio Nero e arriva al fondo valle passando a nord di Serso. Superato il torrente Fersina con una campata, transita sul territorio di Vignola Falesina fino ad attraversare il rio Eccher per poi rientrale definitivamente su Pergine (Canzane) fino a ricongiungersi con il tracciato esistente.

Proprio per il percorso nelle vicinanze dei centri abitati di Guardia e Buss, ma anche nelle vallette del Rio Nero, sui rilievi tra Viarago e Serso, l’impatto della linea elettrica all’imbocco della valle del Mocheni (Croz del Cius), c’era stata una sollevazione per il previsto deturpamento ambientale. Inutilmente era stato chiesto di interrare il tutto anche con elenchi di firme, documenti, interrogazioni eccetera. Questo fin da una decina di anni fa.

Sull’altro fronte, il Comitato 290 che si batteva per demolire capriate e linee aeree che provenienti da Trento (visibili nelle campagne tra Roncogno e Fornaci) proseguono fino ad attraversare via Graberi, via Marzola e arriva al “Capitel dela Polver” (via Pontara) e proseguire. Una battaglia questa iniziata vent’anni fa.