Taglio del nastro al castello tra cori, banda e 200 visitatori

Pergine. Simbolicamente, coro Castel Pergine e popolazione (un centinaio di persone) hanno salito le pendici del colle dominato dal castello ieri alle 16 quasi a voler simbolicamente riconquistare l’a...



Pergine. Simbolicamente, coro Castel Pergine e popolazione (un centinaio di persone) hanno salito le pendici del colle dominato dal castello ieri alle 16 quasi a voler simbolicamente riconquistare l’antico maniero. Una passeggiata iniziata in piazza Municipio e costellata da qualche sosta canora.

Una marcia festosa

Un’iniziativa simpatica che ha aperto ufficialmente il portone di Castel Pergine. Il coro ha cantato poi nella sala delle Armi, e la Banda sociale ha suonato sul palco (sarà luogo di spettacoli) realizzato accanto alla casa – stalla e con di fronte un anfiteatro naturale (possibili 400/500 posti) e alle spalle e quindi di fronte al pubblico la valle dei Mocheni. La giornata ha tenuto (nonostante le previsioni) e ha così permesso ai visitatori (oltre 200) di apprezzare l’interno.

La stagione parte lanciata

Ma l’atmosfera è stata completata da alcune note forniteci da Cristina Eberle, la manager che si occupa di albergo e ristorante: fine settimana con metà camere occupate, la cena (ieri sera) da tutto esaurito; per Pasqua albergo completo, coppia finlandese tornata al castello dopo nove anni (e sottoscrittori), ospiti tedeschi che hanno condiviso il nuovo status del maniero. Parole dette con soddisfazione ed entusiasmo, sottolineando che «il telefono del castello suona in continuazione in questi giorni per cene, matrimoni, prime comunioni, o semplicemente di persone (molti perginesi) che desiderano notizie. Ne siamo rimasti contenti - ha detto - perché è segno che il castello comincia a entrare nel cuore dei perginesi». Tra l’altro, proprio ieri si è saputo che qualche giorno prima morire, Antonio Sartori (vedi sopra) ha donato un vecchio orologio a pendolo e un divano per abbellire il castello.

La cerimonia ufficiale

E’ stato Carmelo Anderle (presidente della Fondazione) ad aprire i discorsi: grazie ai sottoscrittori, ai collaboratori, agli indifferenti (che sono di stimolo). Poi Franco Senesi (presidente Cassa Rurale): il percorso prosegua con nuovi impegni di manutenzione, sviluppo, promozione. Quindi Sandro Beber (Comunità): sostegno alle attività culturali. Infine, il sindaco Roberto Oss Emer: ci abbiamo creduto fin da subito, la comunità non ha risposto come c’era da aspettarsi, avete aperto nuovi spazi finora nascosti. R.G.













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