Le donne cantano “gregoriano” 

L’anniversario. Sabato prossimo il coro “La Sorgente”, di sole voci femminili, festeggia a Baselga di Piné 30 anni di concerti La presidente: «Siamo state le prime in Trentino a riesumarlo e continua a essere parte integrante del nostro repertorio»


Giannamaria Sanna


Baselga di piné. Dal 1989 al 2019, trent’anni assieme. Una tappa che le socie del coro “La Sorgente” di Baselga di Piné festeggeranno, con la Comunità pinetana, sabato prossimo 9 novembre alle 19 nella chiesa parrocchiale animando, con un’inedita e impegnativa messa di Gabriel Faurè, scritta per voci bianche e accompagnamento d’organo, la messa.

Gli inizi

La nascita di questo prezioso coro femminile, che è riuscito a farsi conoscere in Italia e all’estero per il suono argentino e l’impronta melodiosa delle voci, è legata al grande impegno e passione, che animava e anima tuttora, un gruppo di mamme dell’altopiano per la musica classica. La loro passione musicale, da brave mamme, volevano contagiasse anche i loro bambini. Sull’altopiano, non c’erano scuole musicali o cori di voce bianche e allora assieme al maestro Antonio Gasperi fondarono un coro che arrivò ad accogliere fino a 40 giovani cantori. L’iniziativa ebbe successo; al maestro Gasperi successe il maestro Lazzarin e il coro cresceva con un bel repertorio adatto alle loro voci. Purtroppo col passare degli anni le voci cambiarono e cambiarono anche i gusti degli adolescenti. Un bel giorno, il coro dei bambini si esaurì.

Siamo nell’autunno del 1979 le mamme, molte delle quali erano già inserite nei cori parrocchiali, decisero di costituire un coro femminile e di proseguire con alcune amiche e lo stesso maestro un percorso diverso. Tutt’oggi nel coro composto di 24 cantanti, una decina di mamme toste festeggia i trent’anni di fedeltà al gruppo e al canto. «Il maestro ci ha subito portato un repertorio di musica colta - ricorda la presidente Gabriella Giovannini una delle mamme costituenti - e ha puntato sull’impostazione e sull’educazione delle nostre voci, che tutt’ora manteniamo. Inoltre il suo repertorio era subito piaciuto a tutte e apprezzavamo ciò che il pubblico ci faceva notare «la bellezza del suono angelico non liricamente impostato, molto naturale, e straordinariamente bello proprio perché naturale, che sapevamo esprimere».

Le peculiarità vocali

«L’assenza della parte scura degli armonici maschili rende il suono del coro femminile un suono leggero dove non ci sono voci emergenti c’è un timbro e un colore che donano armonia - interviene la direttrice Erika Eccli - e naturalmente desidero mantenere questa caratteristica». Al maestro Orlando Lazzarin, succede padre Camillo Dallafior, e dal 2000 il canto gregoriano, di cui era un cultore esperto, entra nel repertorio del gruppo. «Siamo state il primo coro trentino che ha riesumato il gregoriano - prosegue la presidente - e tutt’ora fa parte integrante dei nostri canti. Di padre Camillo noi ricordiamo la pazienza e la serenità che ci trasmetteva. Quando cantavamo in concerto, chiudeva gli occhi, sorrideva e ci trasmetteva tranquillità». Purtroppo una grave malattia priva il coro del suo maestro, dopo pochi anni, ma una sua cara amica si offre di proseguire l’impostazione del coro. E’ Erika Eccli la giovane ed entusiasta maestra che, con grande sacrificio personale, e molta soddisfazione per tutte le coriste, ha portato avanti e sta accompagnando il coro nella sua crescita. Erika Eccli è una grande sostenitrice dell’educazione musicale. «In momenti anche di grande difficoltà della nostra società, quando ci si raccoglie per cantare il nostro corpo e la nostra mente dimenticano tutta la negatività che ci circonda. Esiste solo la musica che riesce a ricolorare di felicità la nostra esistenza e anche di chi ci ascolta, perché il coro non è solo un’associazione di persone, è un momento di generosità verso la comunità».













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