Ricorso contro la variante al Prg 

La questione urbanistica a Lavis. Due gruppi di minoranza - Lega Nord e Lavis Civica -, dopo aver presentato emendamenti in aula, hanno  deciso di chiedere lumi su elementi tecnici. Piffer: «Molte cose portate avanti a pezzi, ciò comporterà una sovrapposizione delle normative»


Daniele Erler


Lavis. A Lavis è scontro sul piano regolatore. Nei giorni scorsi il consiglio comunale ha adottato un’importante variante: sono servite circa sette ore di discussione, con le minoranze che hanno presentato una serie di emendamenti, discussi fino a tarda notte. La questione non si è però risolta in aula. Due gruppi di minoranza – Lega Nord e Lavis Civica – hanno ora presentato un ricorso, con l’indicazione di una serie di elementi che, secondo loro, andrebbero corretti.

I principi del piano regolatore

Difficile pensare che il ricorso avrà degli effetti concreti. A giudicare infatti dovrà essere la stessa giunta comunale, con il supporto in consiglio della maggioranza. È comunque un atto significativo dal punto di vista politico, per rimarcare – fra l’altro a pochi mesi dalle elezioni – le diverse visioni sul punto: una frattura molto ampia, se non insanabile, fra maggioranza e opposizione.

Facciamo dunque un passo indietro. Il tema è ovviamente lungo e denso di contenuti tecnici che costringono a una certa sintesi. A ogni modo, secondo la giunta – come ha spiegato in aula il vicesindaco Luca Paolazzi, responsabile per l’urbanistica – «questa variante si basa su obiettivi programmatici e valori strategici che abbiamo posto alla base della nostra esperienza amministrativa. E in particolare, per quanto riguarda il governo del nostro territorio: la tutela delle aree verdi, il bilanciamento fra tutela e valorizzazione dei centri storici e dei masi, la densificazione delle aree urbane sature».

Di fatto, il piano presenta un consumo zero del suolo, la presenza di nuove aree verdi, oltre alla possibilità di intervenire in maniera diretta sui masi, senza necessità di un piano di recupero. Invece nei centri storici è stato posto un limite alla sopraelevazione degli edifici, ma ci sarà la possibilità di diversificare le funzioni, ad esempio con nuovi bed and breakfast: «Abbiamo agito in maniera conservativa – dice Paolazzi – ma nelle aree sature, che sono già urbanizzate e stanno al margine del centro storico, è prevista la possibilità di ampliare gli edifici e di costruirne di nuovi. In questo modo diamo una risposta alle esigenze abitative».

C’è stata poi stato un adeguamento tecnico della cartografia. Una sorta di traduzione al sistema gis. All’atto pratico, in questo modo si permetterà una maggiore efficienza.

Il ricorso dell’opposizione

Ma l’opposizione dà un giudizio molto diverso sulla qualità di quanto è stato approvato in consiglio. Secondo Roberto Piffer, capogruppo della Lavis Civica, «questa variante veniva anticipata a ogni presentazione di bilancio. La sensazione è che a un certo punto si sia deciso di portare a casa almeno quello che c’era di pronto».

Piffer è convinto che alcuni elementi saranno valutati in maniera negativa dalla commissione urbanistica provinciale: «Ad esempio in quei punti dove c’è una rinuncia di interessi pubblici, senza nessuna motivazione». Ma non solo. «Il problema è stato anche il metodo adottato: molte cose sono state portate avanti a pezzi e questo comporterà una sovrapposizione delle normative che creerà confusione nei tecnici. E dunque per il cittadino».

L’opposizione è molto critica anche sulla scelta di bloccare le sopraelevazioni in centro storico. Tutto parte da un articolo della legge provinciale. «Se non viene accolto – dice Piffer – servirebbe una motivazione, edificio per edificio. In realtà a nostro avviso mancano spiegazioni dettagliate, anche quando ci si riferisce a richieste precise dei privati». Per l’opposizione, la strada del ricorso è dunque un modo per rimarcare quei punti che secondo loro andrebbero considerati. Ma Paolazzi è critico: «In realtà l’iter del prg non è ancora concluso, c’è una seconda adozione e ci sono due mesi di deposito in cui possono essere presentate delle osservazioni. Avrebbero potuto utilizzare quello strumento lì».

Insomma, lo scontro è aperto.













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