La nascita avventurosa della piccola Clara di Faver 

Lunedì, in piazza Venezia a Trento. Antonella Pojer, la mamma, ancora fatica a credere di aver partorito la sua secondogenita sull’auto del compagno, che per fortuna è vigile del fuoco


DANIELE ERLER


Lavis e altavalle. Il miracolo della vita si è compiuto lunedì, al lato di una strada all’altezza di piazza Venezia, a Trento. È lì che Clara ha fatto capire al mondo di voler nascere in tutta fretta, senza troppe formalità o il bisogno di arrivare fino all’ospedale. «È incredibile, se ci penso ora mi viene da piangere, ma in quel momento semplicemente non ci potevo credere. Mi ripetevo: “È impossibile che nasca così, a bordo di un’auto”», racconta al Trentino mamma Antonella Pojer, con la voce che quasi trema per l’emozione.

Al lavaman del sindaco

E invece è successo. La mamma e Clara, la secondogenita della famiglia, stanno benissimo, anche grazie ai nervi saldi di papà Gabriele Pilzer. «Il mio compagno è un vigile del fuoco e prima che si agiti deve succedere una catastrofe. Ma devo dire che questa volta un po’ si è emozionato. Quando ha chiamato i soccorsi ha detto: “Correte, sta nascendo. Siamo al lavaman del sindaco”». Ma Clara non ha aspettato l’arrivo dell’ambulanza. È nata lì, su quell’auto parcheggiata in tutta fretta nel cuore di Trento. Alla prima luce del sole, fra le braccia del papà.

Tanta fretta di nascere

Questa storia a lieto fine è iniziata all’alba di lunedì, 29 luglio. Antonella è originaria di Lavis, ma vive con il compagno a Faver di Altavalle. L’ospedale Santa Chiara dista una quarantina di chilometri. «Si sono rotte le acque che ero a casa, ma non c’era nulla che facesse pensare che sarebbe nata subito. Le contrazioni erano irregolari: una forte, poi una leggera. Eravamo persino indecisi se andare in ospedale o se aspettare ancora». In casa c’era già stato un precedente: Pietro era nato con una certa fretta. «In quel caso avevamo dovuto chiamare l’ambulanza, ed eravamo riusciti ad arrivare in ospedale senza problemi». Con Clara è stato diverso.

Partorire in piazza

Erano le 6 e 10 quando papà Gabriele si è messo al volante. «In auto avevo ancora contrazioni normali. Credo di averne avuta solo una fra Lavis e Trento. Poi in città è cambiato tutto. Al castello del Buonconsiglio ho capito cosa stesse succedendo e ho iniziato a urlare: “Nasce, nasce”». Dopo aver parcheggiato in piazza Venezia, il papà ha chiamato i soccorsi. Ma il tempo era già scaduto, la bimba stava nascendo davvero. «Praticamente ha fatto tutto Clara: voleva proprio nascere e il papà l’ha presa al volo. È stato bravo, anche perché l’ha liberata dal cordone ombelicale intorno al collo». Clara era già nata all’arrivo dei sanitari, i quali hanno controllato che stesse bene e tagliato il cordone ombelicale. Poi l’hanno pulita e coperta. Insieme hanno poi ripreso il viaggio verso l’ospedale. Questa volta con tutta calma, a bordo dell’ambulanza.

Un ricordo per sempre

«Se ci penso ora mi viene male: penso a tutto quello che sarebbe potuto andare storto. Sul momento invece non ero spaventata, ero incredula». Fra qualche anno questa storia dovranno raccontarla a Clara. «Ci eravamo messi d’accordo: avevo detto a Gabriele di fare un piccolo video durante il parto per conservare un ricordo. Non c’è stato il tempo: ora però abbiamo i ritagli di giornale». E una storia impossibile da dimenticare.















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