Turismo, Storo punta su una rete di valle
L’assessore Giacometti: Idroland, Castello di San Giovanni, canyoning e bouldering in pacchetto unico
STORO. In questo tempo di crisi anche in Valle del Chiese la necessità di puntare sullo sviluppo turistico si fa ogni giorno più pressante. Il Comune più popolato della valle è Storo, un tempo il cuore industriale della valle, alle prese con una difficile riconversione che l'assessore al turismo Stefania Giacometti rilancia puntando su progettualità, rete di valle e apertura agli investimenti privati. «Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo seminato molto - spiega Giacometti - un lavoro oscuro del quale oggi iniziamo a cogliere i primi risultati concreti. Penso ai ritiri calcistici, abbiamo scelto il Pisa per le potenzialità di collaborazione fra noi e la città, creando in questi due anni un discorso che andasse oltre la semplice visita estiva di qualche tifoso, puntando invece su sinergie reali, che hanno già prodotto numeri interessanti e occasioni di promozione per l'intera valle. Altro esempio del nostro metodo è il Festival della Polenta: un’idea proposta dalla Pro Loco di Storo che per vari motivi non era ancora riuscita a metterlo in campo. Ci stavamo pensando anche noi e da questa comunanza di vedute è partito il progetto. I primi due anni si sono messe le basi e quest’anno il festival è “esploso” con oltre 4 mila presenze, prevalentemente da fuori regione. Noi abbiamo gestito le pratiche burocratiche, la Pro Loco si è occupata della parte operativa e il Consorzio di quella promozionale. Il successo finale è frutto di questa collaborazione».
Gli altri due cardini del discorso di Giacometti sono “fare rete” con i Comuni vicini e l'apertura al privato: «Da un paio d’anni il Consorzio Turistico ha incaricato il consulente Angelo Seneci di prospettare un piano di sviluppo condiviso fra i Comuni di Storo, Bondone e Valdaone. L’idea è mettere in rete percorsi turistici che spazino sull'intera valle. Ad esempio, proporre al turista il lago d’Idro con Idroland e il Castello di San Giovanni, da qui spostarsi a Storo tramite la ciclabile per praticare il canyoning e poi in Val Daone per il bouldering. Ci sono ancora una serie di valutazioni di fattibilità, e per questo non posso esprimermi nel dettaglio dei singoli progetti, ma l'importante è che ci sia finalmente una visione d'insieme su come vorremmo che si sviluppasse la proposta turistica. Non imposizioni politiche ma condivisione con gli attori del territorio». Per dar concretezza alla progettualità l'iniziativa privata è comunque centrale. «Il pubblico deve fare da guida e supporto - afferma l’assessore - ma le attività deve gestirle chi può generare un ritorno economico e quindi posti di lavoro. In quest’ottica si colloca la suggestione di dare in gestione a privati attrazioni come il castello di San Giovanni, Idroland, o lo sviluppo del progetto delle miniere di Darzo. Servono iniziative sostenibili e in questo senso vanno anche gli input dell'assessorato provinciale. Partnership con privati e progetti sostenibili. Basta cattedrali nel deserto e idee campate per aria che poi finiscono per diventare fallimenti e ruderi da smaltire. A differenza del passato oggi c’è un progetto e partner affidabili che ci aiutano a realizzarlo e a sostenerlo».