L’ex convento francescano sarà un centro polifunzionale 

Comano Terme. Un centro polifunzionale tra territorio e dimensione internazionale, un centro di alta formazione posto in una valle per nulla periferica, ma strategica per l’area alpina e subalpina...


Graziano Riccadonna


Comano Terme. Un centro polifunzionale tra territorio e dimensione internazionale, un centro di alta formazione posto in una valle per nulla periferica, ma strategica per l’area alpina e subalpina sudtirolese. E’ lo scenario in cui si muove il ripensamento del convento di Campo Lomaso, e che da ora diviene patrimonio collettivo.

«Un patrimonio collettivo – ha affermato il vicepresidente della Provincia Mario Tonina – che attende di essere conosciuto e valorizzato in un concerto di valle. In questa prospettiva valgono le risorse, ma valgono assai di più le idee, e di idee questo evento ne mette sul tappeto davvero tante e tutte stimolanti...» ha concluso assicurando la massima attenzione della Provincia a quanto emerso nelle Giudicarie Esteriori riguardo al futuro del convento francescano di Campo, acquisito dal Comune di Comano di Terme.

Per questo era molto atteso l’esito finale del percorso condiviso per il ripensamento del convento di Campo Lomaso, indetto dalla Fondazione don Lorenzo Guetti per progettare un futuro all’immobile dismesso ormai da una decina d’anni da parte dei frati francescani.

In questa prospettiva si è mosso l’evento finale nella sala consiliare del municipio di Comano Terme, presenti con l’équipe di progettisti gli amministratori locali e di comunità, le associazioni, i rappresentanti di categoria. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di comprendere quali scenari di riconversione siano sostenibili riguardo alla struttura del convento francescano: come possa contribuire ad una rigenerazione più generale non solo l’ex convento francescano, ma più in generale lo stesso paese di Campo, come possa partecipare ad una riattivazione del suo Dna inserendosi nelle dinamiche territoriali.

«Il percorso – hanno chiarito gli architetti incaricati, Davide Fusari e Susanna Serafini – ha cercato di comprendere come la realizzazione di un eventuale ampliamento del polo scolastico potrebbe inserirsi nell’equilibrio esistente, cercando di comprendere come le diverse parti possano essere più opportunamente connesse...»

Naturalmente, l’équipe ha valutato la fattibilità spaziale e gestionale dell’inserimento di nuove funzioni all’interno della struttura storica a partire dai risultati degli eventi di approfondimento partecipativo e dei colloqui con gli stakeholder. Così la charrette di progettazione, composta dagli architetti Luca Beltrami, Ivo M.Bonapace, Fabrizio Bosetti, Mario Gioivanelli, Laura Gusmerotti, Roberto Paoli, Matta Riccadonna, col supporto di Davide Fusari, Susanna Serafini, Paolo Danelli, C.Alberto Maggiore (Avventura Urbana), ha esposto i termini del suo lavoro, definito da più parti “ottimo e di buon auspicio” come viatico per la futura progettazione del convento, in vista di un riutilizzo multifunzionale: «Il convento è un sistema, non luogo chiuso ma punto strategico di valle, incubatore di nuove proposte per far rivivere la valle».















Scuola & Ricerca

In primo piano