PERSONAGGI

Diego, il menestrello che suona di casa in casa a Bolzano

Il cantautore bolzanino Baruffaldi propone concerti, serenate e canzoni da regalare a se stessi a ai propri cari, con testi e musiche personalizzati


Maddalena Ansaloni


BOLZANO. La città di Bolzano ha un menestrello. No, non si tratta del signore di marmo in piazza Walther. Al tempo di von der Vogelweide era normale che la musica girasse per le strade e andasse dalla gente, adesso è tutto un po' più complicato. Diego Baruffaldi non suona la viella ma una chitarra e canta con una voce forte e calda che non per forza ha bisogno di un microfono. Ma, soprattutto, ha storie da raccontare e riesce a farlo bene, tanto che ha deciso di trasformare le sue canzoni in regali, da fare a se stessi o agli altri.

Concerti privati, serenate a sorpresa, canzoni commissionate, tutto questo fa parte dei tre pacchetti regalo di "Operazione 150", una trovata originale per diffondere le sue composizioni. "La musica è chi ho incontrato" è il cd che ha pubblicato nel 2020 e il titolo è emblematico: "Secondo me la musica è curiosità e incontro. Per fortuna il mio essere curioso mi ha portato nella vita a conoscere tante persone".

Così racconta Baruffaldi al telefono poco prima di prendere la bici per andare dall'Istituto musicale Vivaldi, dove gestisce dei corsi con i bambini, fino al cento giovanile Vispa Teresa, dove da poco lavora come educatore. Chi lo conosce da un po' lo associa al Bluspace, centro giovanile all'interno di Musica blu che negli anni ha contribuito a trasformare in uno spazio di incontro tra i giovani e la musica. Chi entrava lì raramente lo faceva per giocare a calcetto o per fare i compiti, ma per conoscere persone con la stessa passione. Nessun insegnante, corsi o esercizi, solo una grande stanza piena di strumenti particolari in cui un animo curioso poteva perdersi. Il lavoro da educatore, sempre a contatto con i ragazzi, ha permesso a Baruffaldi di sviluppare la sua creatività. "La musica è chi ho incontrato" è il progetto che racchiude questa vita piena di persone e di storie.

"Il mio disco è uscito in piena pandemia, il release (concerto di presentazione) l'ho potuto fare a settembre ma poco dopo hanno richiuso tutto. Ho pensato a cosa potevo inventarmi per vendere il resto dei dischi e mi è venuta in mente l'idea dei cd a domicilio. Le persone mi contattavano per fare un regalo ai genitori, fratelli, amici, io prendevo in spalla la chitarra e facevo per loro una suonata sotto casa lasciando un cd, proprio come una serenata". Il talento di un cantastorie è anche quello di comporre musica sulla vita degli altri, Baruffaldi negli anni ha scritto molte canzoni: per gli scout, per le scuole, per le colonie e i campi estivi.

Sono tanti i bambini e i ragazzi di Bolzano che sono entrati in contatto con la sua musica almeno una volta. Questo lo ha ispirato per "Operazione 150": "Ho pensato che anche comporre canzoni su commissione poteva essere una trovata originale da accompagnare alla vendita dei miei cd. Per ora ho ricevuto 5/6 richieste. Di solito chiedo di scrivere una lettera alla persona per cui è indirizzata la canzone, così da entrare nella sua storia e sentirmi un po' parte di essa" spiega Baruffaldi. "Ad esempio la mamma di un ragazzo disabile mi ha chiesto di scrivere un testo sull'amicizia tra il figlio e una ragazza. Lui non può parlare quindi ho chiesto alla madre di raccontarmi il loro rapporto. Ne è uscito un brano che ho suonato in una festa a sorpresa per il ragazzo in cui era presente anche la sua amica. Vederli commuoversi insieme è stata un'esperienza unica".

La terza trovata di "Operazione 150" sono i concerti casalinghi, basta un gruppo di amici, magari un aperitivo e la musica dal vivo per passare una serata alternativa senza uscire di casa. "Il set dei concerti in casa secondo me è molto bello, poi è un'alternativa veloce all'organizzare un evento vero e proprio. I miei testi sono molto introspettivi, quando suono nei pub cerco di fare soprattutto cover perché giustamente non sempre il pubblico ascolta. Nei concerti in casa si crea un altro tipo di vicinanza e di energia. In tutte le occasioni in cui suono dal vivo porto altri strumenti in modo da coinvolgere le persone del pubblico, sono loro la mia band". Tutti i soldi raccolti grazie ad "Operazione 150" serviranno a finanziare altra musica.

"Ho deciso di prendere una pausa dai social perché mi portavano via molto tempo e non è un mondo in cui mi sento a mio agio. Senza facebook però è complicato pubblicizzare il mio progetto, punto sempre molto sul passaparola. La cosa per cui vorrei spargere di più la voce sono le canzoni su commissione. La prima canzone che ho scritto così è "Ciao", la traccia che apre il mio album. Dei miei carissimi amici sono diventati genitori mi hanno scritto due lettere sulle emozioni che provavano tenendo in braccio il loro bimbo. Ne è uscito un testo che appartiene a tutti e quattro. La vita è piena di incontri e tutti noi siamo una storia meravigliosa".













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